Voci di impresa09/02/2019

La tecnologia per il bene comune che ripaga in fatturato

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Come stampare le case in 3 d anche dopo terremoto, certificare aziende che lavorano anche per il sociale, condividere macchinari per creare cosmetici naturali vicino alle materie prime, in Africa.
Oggi parliamo di idee di tecnologia e impresa per il sociale e il bene comune. La prima idea di futuro è quella di Enrico Dini pioniere nella stampa di case in 3 d, la sua storia getta una luce nuova anche su come si evolverà il mondo dell'edilizia. Per primo con la sua D Shape infatti ha aperto la strada a un nuovo modo di costruire che oltre a rivoluzionare il settore, in futuro permetterà di realizzare in poco tempo nuove case in modo più sostenibile. (Per una domanda gigantesca non solo di mercato ma anche nel sociale, nel mondo si calcola che oltre un miliardo di persone non dispongono di abitazioni adeguate. oltre a risolvere la crisi abitativa, consumano meno, hanno un costo inferiore e riducono gli sprechi di materiali inerti e resistono al climate change. E si presta a essere fatta su misura anche nell'edilizia di lusso, si può smontare, spostare, grattugiare e reimpastare").
E arriva proprio dall'ingegnere pisano dell'automazione e della robotica Dini la proposta di utilizzare la stampa 3D per realizzare strutture abitabili destinate al nostro satellite, la Luna. Con una macchina imbarcabile su razzo, che lavora con la regolite (la polvere lunare), impastandola in tre dimensioni con un legante e ricavando così roccia sintetica. Lo abbiamo incontrato al Singularity U Italy summit 2018, incontro annuale internazionale sulle tecnologie del futuro che avranno un impatto sulla società, così è nata l'idea di futuro di Enrico Dini
La seconda storia è quella di un imprenditore rigenerativo, si avete sentito bene. Lo abbiamo incontrato sempre al Singularity U Italy summit 2018 organizzato dalla comunità di beneficienza attiva in 90 paesi che educa, ispira ed in fine permette ai leader di risolvere le grandi sfide dell'umanità applicandovi tecnologie esponenziali. si chiama Eric Ezechieli ed è cofounder di Nativa per capire meglio il mondo delle B-Corp e delle Benefit Corporation, una certificazione per aziende già costituite o su start-up che vengono perciò premiate dal mondo del credito.
La terza storia è stata raccolta a Connext, evento che si è tenuto il 7 e 8 febbraio a Milano aperto a tutte le imprese italiane, per creare occasioni di partnership e networking. Da Torino ha aderito Marco Piccolo figlio della fondatrice Maria Grazia Reynaldi (prima laureata in Italia in cosmetica e ceo dell'omonima azienda di cosmetici naturali ci spiega come la crescita di fatturato di una pmi possa nascere anche dall'idea di condivisione di macchinari con imprese locali dei paesi in via di svilppo per creare prodotti naturali vicino alle materie prime, e l'idea è arrivata fino in Africa.

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