Un libro tira l'altro13/05/2018

Ilvo Diamanti: il populismo è la rivendicazione di un popolo che non ha nessuno che lo rappresenti

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Le elezioni del 4 marzo, al di là dell'incertezza politica che ne è derivata, hanno visto il trionfo del populismo, un concetto di per sé ambiguo quanto può essere ambiguo lo stesso concetto di popolo. Di fatto, il popolo ha bisogno di figure che gli diano un'identità e di conseguenza esiste solo c'è qualcuno che lo custodisce – spiega Ilvo Diamanti, autore assieme a Marc Lazar del libro "Popolocrazia. La metamorfosi delle nostre democrazie" (Laterza, 176 p., € 15,00).
Oggi c'è molta difficoltà ad accettare che il popolo sia rappresentato. La classe lavoratrice ha da tempo perso fiducia nella sinistra e la stessa differenza tra destra e sinistra non ha ormai più alcun significato. Il populismo è quindi la rivendicazione di un popolo che non ha nessuno che lo rappresenti, riassume l'insofferenza nei confronti di ogni potere, di ogni istituzione e anche di ogni mediazione – conclude Diamanti.

RECENSIONI
"Oltre il capitalismo. Macchine, lavoro, proprietà" di Giulio Sapelli
(Guerini e associati, 184 p., € 18,50)

"Lettere ai posteri di Giovannino Guareschi" di Alessandro Gnocchi
(Marsilio, 142 p., € 16,00)

"Robespierre" di Jean-Clément Martin
(Salerno editrice, 272 p., € 22,00)

"Caterina da Siena" di André Vauchez
(Laterza, 228 p., € 12,00)

"Francesco il ribelle" di Enzo Fortunato
(Mondadori, 136 p., € 16,50)

"Il modo di dire addio" di Leonard Cohen
(Il Saggiatore, 652 p., € 28,00)

IL CONFETTINO
"Le due colombe" di Géraldine Elschner
(Jacabook, 32 p., € 14,00)

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