Un libro tira l'altro14/02/2016

Pierluigi Battista e i fragili confini tra la "parte giusta" e la "parte sbagliata"

    0

La scoperta del diario segreto di suo padre, avvenuta quando lui ormai era scomparso, permette a Pierluigi Battista, oggi editorialista del Corriere della Sera, di cambiare la percezione che aveva di lui, come racconta nel suo libro " Mio padre era fascista " (Mondadori, 168 p., € 17,50). Vittorio Battista era uno stimato avvocato che non aveva mai rinnegato la propria fede fascista. Durante la guerra aveva aderito alla Repubblica di Salò, per poi essere incarcerato nel campo di concentramento di Coltano, gestito dagli Alleati, dove tra gli altri venne detenuto, in condizioni disumane, il poeta Ezra Pound. La cosa più umiliante per lui era percepire l'odio nei suoi confronti da parte della popolazione, per difendere la quale aveva sempre combattuto in buona fede. Al temine del conflitto, Battista padre è un uomo segnato dalla disfatta e che cerca di spiegare ai figli questo suo sentimento. Ma Pierluigi, come molti giovani della sua generazione, diventa un militante di sinistra ed entra in conflitto con il padre, conflitto che esplode in occasione del Rogo di Primavalle. Il 16 aprile 1973 tre militanti di Potere operaio danno fuoco all'abitazione di Mario Mattei, segretario della sezione locale del Msi. Nel rogo muoiono i due figli di Mattei, uno dei quali aveva appena otto anni. Soltanto nel 2005 Achille Lollo, uno degli autori del rogo, ammetterà la propria responsabilità nell'attentato . Ma all'epoca il collettivo di Potere Operaio aveva fatto un opuscolo nel qual si cercava di attribuire la responsabilità del rogo ad una faida interna tra esponenti di destra. Molti quotidiani e molti intellettuali, tra i quali anche Franca Rame, si schierano in difesa dei tre criminali. In primo grado gli assassini vengono assolti, e solo in secondo grado verranno condannati a 18 anni. Nel frattempo ovviamente erano fuggiti all'estero. Durante il primo processo, alcuni esponenti della sinistra extraparlamentare organizzano alcune violente manifestazioni al grido di "Lollo libero". Ad una di queste partecipa anche il giovane Pierluigi Battista. Quando Pierluigi torna a casa il padre gli dice "Se proprio un cretino!" e gli mostra le carte del processo che dimostrano che Lollo e compagni sono i responsabili del rogo. Questo episodio fa riflettere il giovane Pierluigi, che si chiede come sia possibile che quelli che si definivano "padri della patria" antifascista non abbiano nessun turbamento nei confronti di un bambino che viene bruciato vivo. La riconciliazione definitiva con suo padre avviene molti anni dopo con la scoperta del suo diario segreto, nelle cui pagina trova la tristezza di un uomo che vede i prigionieri portati alla gogna e insultati da quelli che fino a poco prima aderivano al fascismo. Leggendo queste pagine Pierluigi si rende conto che la "parte giusta" e la "parte sbagliata" sono "molto più complicate di quanto ci piacerebbe immaginare".

RECENSIONI
" Il mio diario di guerra " di Benito Mussolini
(Il Mulino, 236 p., € 18,00)

" Napoli 1343 " di Amedeo Feniello
(Mondadori, 288 p., € 22,00)

" Catania bene " di Sebastiano Ardita
(Mondadori, 200 p., € 20,00)

" Milano e i suoi dintorni "
(Apice Libri, 192 p., € 10,00)

" A Milano con Benjamin " di Rosalba Maletta
(Edizioni Mimesis, 154 p., € 12,00)

" Storia del ghetto di Venezia " di Riccardo Calimani
(Mondadori, 448 p., € 32,00)

" La banca e il ghetto " di Giacomo Todeschini
(Laterza, 272 p., € 22,00)

" L'Universo e Einstein " di Lincoln Barnett
(Castelvecchi, 96 p., € 12,50)

IL CONFETTINO
" Questo è il mondo " di Miroslav Sasek
(Rizzoli, 240 p., € 30,00)

Da non perdere

Ascolta anche

Noi per voi