Tutti a scuola15/03/2021

Ex ministra Azzolina: "Con me i bambini sempre in classe. Non ci sono dati che suggeriscano la chiusura delle scuole per i più piccoli"

A casa in didattica a distanza otto studenti su dieci...

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A casa in didattica a distanza otto studenti su dieci. Fra questi - calcola la rivista Tuttoscuola - ci sono anche oltre 372mila bambini delle scuole dell'infanzia e 575.915 alunni della primaria.
"E' molto triste quello che sta accadendo oggi" - dice a Tutti a scuola, su Radio 24 l'ex ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. "Ho lottato molto per tenere le scuole aperte e ho battuto i pugni quando è stato necessario, affinché gli studenti restassero a scuola. Ho alzato delle barriere di protezione per i più piccoli, invece adesso hanno chiuso le scuole anche per loro. Da settembre e fino a che non è caduto il governo i bambini sono andati a scuola, l'Unesco ce l'ha riconosciuto. Siamo nella media rispetto agli altri paesi europei per i giorni di scuola in presenza nel primo ciclo. I bambini sono sempre andati in presenza, se si fa eccezione per Campania e Puglia. Adesso invece hanno chiuso tutto. L'Istituto Superiore di Sanità ci ha detto che c'è un'incidenza superiore per le varianti nei bambini dai dieci anni in su. Mi chiedo quali siano i dati che abbiamo sconsigliato l'apertura anche per i bambini sotto i dieci anni. Perché se questi dati non ci sono la chiusura è un errore. Punto secondo: i tamponi. Avevo sottoscritto delle intese con le regioni affinché la scuola fosse una priorità nel fare i tamponi, che ci fosse una corsia preferenziale e questo non è stato fatto. Qualcuno ha anche festeggiato alla chiusura delle scuole: De Luca ha parlato di bambini ogm che vogliono andare a scuola, Toti che diceva che andare a scuola è una cosa da snob. Invece in Francia Macron ha stabilito che si chiude tutto, ma non la scuola. E' una questione di priorità".
In una recente intervista ha parlato di squali, contro i quali ha dovuto lottare. A chi si riferiva?
"Io mi riferisco al fatto che per la maggior parte dei decisori politici, non tutti, la scuola rappresenta un peso: più facile chiuderla che non fare gli atti sanitari necessari per lasciarla aperta".
Lei è stata massacrata per aver parlato della necessità di "ristori formativi". Il Sole 24 Ore ha spiegato che a bloccare i corsi estivi sono anche le ferie dei prof. Da contratto devono fare 32 giorni di ferie e devono rientrare obbligatoriamente solo per attività programmate ad inizio anno. I sindacati su questo difficile che cedano.
"Non concordo con Il Sole 24 Ore: gli insegnanti hanno 32 giorni di ferie e sono a casa tutto luglio e tutto agosto, quindi fino al 30 giugno per recuperare le situazione più difficili ci si potrebbe ragionare. Draghi lo ha detto all'inizio. Questo però se ci fosse la volontà politica di portare avanti questa cosa, anche sapendo che potrebbe esserci un scontro o comunque che bisognerebbe parlare con i sindacati. Bisogna capire se lo studente è al centro dell'azione del ministero dell'istruzione o se ci sono altre logiche".
Le rimproverano la questione dei banchi con le rotelle. Si è parlato di spreco di denaro pubblico, lo rifarebbe?
"Lo rifarei. Abbiamo ricavato 40mila aule in più con l'edilizia leggera. Il CTS ci aveva detto che sicuramente i banchi con le rotelle avrebbero favorito il distanziamento. E abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici quali banchi volessero. I dirigenti scolastici ci hanno chiesto questi banchi anche per attuare una didattica innovativa".
Vaccini. Che fare con gli insegnanti che non vogliono farsi vaccinare. Inserirebbe l'obbligo come si pensa di fare per i sanitari?
"Si parla male degli insegnanti, come se non si volessero vaccinare. Con un'adeguata informazione, mi auguro che ne ce ne siano davvero pochi".

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