Tutti a scuola16/11/2020

D'Avenia: "La scuola della pandemia merita il necrologio"

"Ci siamo occupati di oggetti, l'ultimo problema sembrano essere i ragazzi"....

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"Ci siamo occupati di oggetti, l'ultimo problema sembrano essere i ragazzi". Così Alessandro D'Avenia, insegnante in un liceo milanese, amante delle lettere classiche, autore di libri di successo, l'ultimo ora in libreria: "L'appello", edito da Mondadori. Una scuola quella che viene descritta nel libro ormai chiusa in una fredda burocrazia, con insegnanti che non sono capaci di guardare negli occhi i propri studenti, in questo caso gli studenti un po' problematici di un liceo, quindi parliamo di adolescenti che in questo periodo non se la passano troppo bene. Una scuola che viene salvata da un insegnante cieco, l'unico che riesce a leggere nell'anima dei ragazzi e a salvarli, rompendo gli schemi.E allora questo libro in questo momento lo si legge con occhi diversi e fa ancora più male, quando lo si legge mentre i ragazzi fanno scuola incollati per ore davanti ad un video. Cosa è diventata questa scuola della pandemia?" Una scuola che merita il necrologio, ma che era già moribonda. La scuola diventa una preoccupazione solo quando viene chiusa forzatamente, perché la scuola è considerata un parcheggio e noi insegnanti parcheggiatori".

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