Strade e Motori04/04/2020

Il virus ferma le auto (ma non i ladri)

Il Coronavirus ha fermato le auto...

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Il Coronavirus ha fermato le auto.Le ha fermate negli stabilimenti produttivi e nelle concessionarie. Quella che stiamo vivendo è una crisi senza precedenti intorno alla quale esperti e associazioni di categoria stanno cercando di tracciare previsioni e soluzioni. Unrae ha elaborato recentemente una doppia analisi del fenomeno attuale. Come ci racconta il presidente Michele Crisci nella migliore delle ipotesi, cioè ipotizzando uno scenario in cui il lockdown non vada oltre il mese di aprile, il mercato potrebbe gradualmente ripartire a fine maggio, al netto di una perdita di quasi 400mila auto. In caso di tempi più lunghi, secondo il worst case tracciato, l’abbattimento del mercato sarebbe a dir poco drammatico.È sulla base di questa doppia analisi che Unrae ha proposto un piano risolutorio, mirato prima a proteggere la catena distributiva con iniezioni di liquidità e poi a sollecitare la domanda con estensione degli incentivi e adeguamento della fiscalità.E l’elettrico? Anche per Unrae, la crisi da Covid-19 sta introducendo nuove variabili - maggiore difficoltà nella produzione e minore propensione alla spesa - che renderanno verosimilmente più lenta la transizione.

Il Coronavirus ha fermato le auto, dunque.Le ha fermate nelle strade e nei parcheggi, usate poco o addirittura mai. Per questo, anche se i furti d’auto, per via delle restrizioni imposte e dei maggiori controlli di polizia, sono adesso drasticamente diminuiti c’è comunque da stare attenti. Anche perché il periodo pre-emergenza aveva fatto registrare una recrudescenza del fenomeno in cui a preoccupare era sia il numero di vetture rubate sia il livello di specializzazione dei cosiddetti “topi d’auto”, diventati in alcuni casi veri e propri hacker.

Massimo Braga, vicedirettore generale di LoJack Italia, ci ha spiegato le modalità con cui le bande criminali più organizzate possono venire in possesso della nostra auto prima intercettando a distanza i codici delle nostre chiavi, poi modificando i codici di apertura e accensione dall’interno, sfruttando la presa OBD utilizzata per la diagnostica. Una strategia complessa messa in atto soprattutto con i suv, categoria in espansione anche nei furti, che può essere però facilmente prevenuta con custodie per chiave dotate di rivestimento anti RFID.

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