Storiacce12/01/2020

Il ritorno delle "stragi del sabato sera". Storie, cause e falle degli omicidi stradali (parte 1)

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Felicitas, voleva diventare medico, Julius sognava di fare il calciatore, Julian l'architetto. E ancora Rita, Katharina, Philipp, Janine, che aveva da poco vinto la sfida al cancro. Rientravano in albergho dopo una serata in allegria. Un'auto li ha travolti e uccisi, tutti insieme. Il gravissimo incidente in valle Aurina, con la morte di 7 ragazzi tedeschi; il caso di Gaia e Camilla, investite a corso Francia a Roma; insieme a decine di altri incidenti, più spesso confinati alle pagine della cronaca locale e al dolore delle proprie case - hanno fatto drammaticamente ricordare a tutti noi che sulle strade si continua a morire. Che le vittime, sia pur in diminuzione, restano comunque troppe: 3.334 nel 2018, ultimo dato completo. (Per il 2019, le stime solo di Polizia e Carabinieri, senza ancora i casi valutati da Polizia locale, contano 1.430 morti) Il più delle volte giovanissimi, molto spesso uccisi da incidenti provocati da velocità, alcol, droghe, ma sempre di più dalla distrazione. Un elemento "non a sufficienza contemplato", secondo gli stessi magistrati dal reato di omicidio stradale. "Bisognerebbe introdurre un'aggravante specifica", propone Franceasco Cozzi, procuratore di Genova. Così anche se tanto, per ridurre i morti è stato fatto, l'obiettivo del dimezzamento delle vittime, indicato dall' Europa è ancora lontano dall'essere raggiunto.

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