Storiacce10/11/2019

La vita nella Ddr, ai tempi della Stasi

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Storiacce - Speciale Berlino

C'è una chiesa a Berlino, in cui ogni giorno - ancora oggi - si prega per una delle vittime del Muro. Nella cappella della Riconciliazione, ogni giorno a mezzogiorno, si ricordano i destini di chi ha perso la vita all'ombra della grande barriera, che per 28 anni ha diviso famiglie, separato mogli dai mariti, padri dai figli. Diviso il cielo in due.
Qualcuno provò a nuoto a superare il muro, come Gunter Liftin, la prima vittima.

Altri, con mongolfiera- come Peter e Doris Strelzy - altri ancora, con sottomarini o nascosti negli armadi. 227, secondo alcune stime, le vittime complessive del Muro. Molte di più quelle della Stasi, il famigerato servizio di intelligence della 007 che spiava le vite degli altri. "Io sono stato imprigionato, perché ho cercato di scappare. Poi ho scoperto che anche mio fratello era un loro informatore", racconta a Storiacce Peter Keup. "Sorvegliavano i nostri acquisti di medicine, per capire se stessimo per fuggire", ci aveva già raccontato Peter Strelzy, la cui fuga in mongolfiera è diventata anche un film. "Io sono fuggito, nascosto in un armadietto", ricorda invece Peter Bibier, che affrontò poi il carcere per aiutare altri a fuggire.

Nei giorni in cui Berlino festeggia i 30 anni dalla caduta del Muro, Storiacce racconta da Berlino storie di fughe, in cerca della libertà. Questa la prima di due puntate.

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