Storiacce17/05/2019

Dentro le trincee aperte di Napoli

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Tra le corsie del Vecchio Pellegrini, medici ed infermieri corrono da una parte all'altra come sempre. Ma sui loro visi, si legge incredulità, preoccupazione e allarme per quanto successo: una sparatoria dentro all'ospedale, il principale pronto soccorso del centro storico di Napoli. "Sono scene da guerra, dobbiamo inventare i camici antiproiettile?", è la provocazione del commissario dell'Asl. Una guerra che a Napoli conta troppe trincee aperte, da piazza Nazionale - dove è stata ferita la piccola Noemi, al rione Sanità, dove fu ucciso il diciassettenne Genny Cesarano. E dove il padre prova a scuotere la città. O ancora come San Giovanni a Teduccio, dove "è terribile l'indifferenza ai morti ammazzati a terra, come se fosse una cosa normale", racconta Francesco Di Leva, attore di teatro e cinema, che anche con i laboratori teatrali Nest prova ad offrire un'alternativa a giovani che andrebbero altrimenti ad allargare le fila delle tante "paranze" di bambini

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