Storiacce10/05/2020

Dei delitti e delle pene. Durante la pandemia

Quando è salito sul tetto di San Vittore...

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Quando è salito sul tetto di San Vittore, Alberto Nobili era sicuro che ancora una volta la soluzione non potesse che essere "fermezza e fiducia". Quando, entrato nel cestello dei vigili del fuoco, il procuratore aggiunto di Milano ha raggiunto i detenuti del carcere in rivolta, il suo è diventato il volto della Giustizia che cerca la mediazione. Da 40 anni, questo magistrato cattura mafiosi, sequestratori e terroristi, ma da sempre ha anche "un tarlo": ottenere "un carcere di qualità", racconta. Dove chi ha commesso reati gravi, resta in cella, senza sconti. Ma dove molti di quelli che oggi affollano i penitenziari non ci entrano neanche. In un complesso e faticoso equilibrio tra diritti essenziali, quello alla sicurezza del mondo di fuori; quello alla salute e al reinserimento sociale, di quelli dall'altra parte del muro di cinta. Quando il carcere torna al centro dello scontro politico, Storiacce prova a cambiare prospettiva. E - accantonato il caso delle scarcerazioni più o meno eccellenti di boss - entra nelle carceri, nei problemi e nelle sue storie. Lontane dai riflettori. Un mondo, che è una parte della nostra Repubblica.

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