Smart City08/01/2018

Elettronica stampabile: a che punto siamo

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L'elettronica che conosciamo, basata sul silicio, ha due grossi "difetti": richiede impianti sofisticatissimi per essere prodotta, che a loro volta richiedono investimenti giganteschi; ed è un'elettronica rigida, che non si adatta a oggetti con forme irregolari e tantomeno a oggetti che cambiano forma (per esempio uno schermo flessibile): questa è la promessa dell'elettronica stampabile.

Oggi questi circuiti stampabili, prodotti da una stampante a getto d'inchiostro depositando uno dopo l'altro strati di speciali inchiostri dotati di opportune proprietà elettriche, hanno prestazioni paragonabili a quelle dell'elettronica degli anni '60; ma in pochi anni i ricercatori sono convinti di riuscire ad aumentarne di parecchi ordini di grandezza velocità e livello di miniaturizzazione, aprendo la strada per applicazioni oggi impensabili.
Con Gianluca Fiori, professore associato di elettronica al Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell'Università di Pisa.

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