Smart City23/11/2021

Il prossimo barile di petrolio? Una sbarra d'alluminio

Continuiamo a parlare della possibilità di utilizzare alcuni metalli estremamente diffusi...

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Continuiamo a parlare della possibilità di utilizzare alcuni metalli estremamente diffusi come riserva di energia. Infatti, come abbiamo visto nella puntata precedente, ci sono metalli altamente reattivi che, nelle giuste condizioni, bruciano intensamente: come il litio, il sodio e il magnesio. O come l'alluminio, grazie al quale si potrebbero costituire riserve di energia di lungo periodo quali quelle richieste da un sistema basato su rinnovabili.
Come ben sappiamo l'alluminio non prende fuoco facilmente, e questo è un bene perché ciò consente di stoccarlo in grandi quantità senza rischi per la sicurezza. Ma a contatto con vapor d'acqua a 600 gradi brucia generando moltissimo calore; mentre inserito nel giusto processo elettrochimico potrebbe produrre altrettanta elettricità.
Senza contare, infine, l'opportunità che simile sistema di stoccaggio offrirebbe di riportare la produzione di alluminio nei confini nazionali dell'Italia e di altri paesi.

Ospite Stefano Passerini, direttore dell'Helmholtz Institute Ulm, presso il Karlsruhe Institute of Technology

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