Smart City16/07/2019

Dissalazione passiva: sviluppata una tecnologia semplice e "frugale", che non si rompe e non consuma energia

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Come abbiamo ricordato in puntate recenti, la dissalazione dell'acqua marina è una delle attività che oggi più contribuiscono alle emissioni di CO2. Per fare un esempio, la sola Arabia Saudita consuma ogni giorno circa un milione e mezzo di barili (il 15% della sua produzione) per dissalare l'acqua.
Oggi, invece, nella comunità scientifica sono in molti a credere che la dissalazione possa essere affidata a tecnologie passive, interamente basate sull'utilizzo di calore solare. È questo il caso della tecnologia messa a punto al Politecnico di Torino che, basata su materiali a basso costo e semplici da riparare, ha raggiunto in laboratorio prestazioni confrontabili con quelle dei sistemi attivi più raffinati, ma senza consumare una goccia di petrolio.
Ne parliamo con il Prof. Pietro Asinari - Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino

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