Smart City03/05/2021

Batteri mangia plastica: a Milano se ne sperimenta l'uso per ridurre la dispersione di plastiche nell'ambiente

In media, circa il 5% della raccolta dei rifiuti organici è costituito da residui di plastica...

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In media, circa il 5% della raccolta dei rifiuti organici è costituito da residui di plastica: per esempio, plastica proveniente da sacchetti non biodegradabili usati inavvertitamente per raccogliere l'umido. Una volta ridotti in frammenti questi residui sono difficilissima da separare dal resto della massa di rifiuti.. Come liberarsene?
All'università Università di Milano-Bicocca un team di ricercatrici ha deciso di puntare su particolari microorganismi, già presenti in natura, capaci di digerire il polietilene, la plastica più diffusa e più usata negli imballaggi alimentari. Il progetto ha un nome: Micro-Val (MICROrganismi per la VALorizzazione di rifiuti della plastica). L'idea è che una manciata di questi microorganismi, aggiunti ai rifiuti organici durante il processo di compostaggio, possa degradare se non distruggere completamente i frammenti di polietilene finiti tra scarti di cibo e potature.

Ospite Jessica Zampolli, ricercatrice del laboratorio di Microbiologia del Dipartimento di Biotecnologie - Università di Milano-Bicocca

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