Reportage23/07/2022

REPORTAGE - Donne in rosso

Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave

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Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave: quando si fa la telefonata per chiedere aiuto, quando ci si affida al centro antiviolenza, quando si denuncia. Quando si trova un lavoro. Quando i bambini rimasti orfani e le loro famiglie cercano di rimettere insieme i pezzi. Ed è la persona che si incontra a fare la differenza: le forze dell'ordine, il giudice, l'avvocato, l'assistente sociale, lo psicologo, le istituzioni decidono il destino della donna, dei suoi figli, delle famiglie. Ma se una donna su 3 nel corso della vita subisce violenza, se una ogni 72 ore muore - nella maggior parte dei casi per mano del compagno o ex -, se 2000 orfani con le famiglie si scontrano con burocrazia e solitudine, se alle donne ancora non si crede... che cosa non funziona? Quali sono le possibili soluzioni? In sei reportage racconteremo le storie di chi lotta contro la violenza. Chiederemo agli attori coinvolti come andare oltre gli stereotipi e garantire un futuro a donne, bambini, famiglie.

Bambini senza voce di Livia Zancaner
"La mattina del 5 ottobre veniamo accerchiati dalle forze dell'ordine, io vengo allontanata e trattenuta. Per 4 ore mio figlio si dimena e urla: voglio la mamma, voglio stare a casa mia. Alla fine sale sull'ambulanza. Lì ho pensato: tutto è perduto". Questo il racconto di mamma T. Ora Miki, 11 anni, si trova in comunità, lei non sa dove. Una storia simile è accaduta neanche un mese fa a Casalmaiocco, dove Gabriele, 9 anni, viene portato via mentre sua mamma è in comune. D. 6 anni viene invece prelevato mentre è a scuola. Questi bambini ora si trovano lontano dai loro affetti, dalle mamme, dalle persone con cui hanno sempre vissuto. Il motivo: garantire la bigenitorialità e avvicinarli a padri che non li volevano, non li hanno visti per anni, hanno minacciato e a volte percosso. Anche con allontanamenti forzosi, che "sono da stigmatizzare", sottolinea l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Carla Garlatti, la quale ha firmato un protocollo con il Ministero degli interni e il Consiglio nazionale dell'ordine degli assistenti sociali. "Il trauma arrecato a questi minori è insostenibile ed è inaccettabile che ciò avvenga per mano dello Stato", il commento della presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente.

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