Reportage26/02/2017

La rabbia dei tassisti e la sfida del mercato

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La protesta dei tassisti è esplosa all'improvviso nei giorni scorsi, scatenata da un emendamento al decreto Milleproroghe firmato dai senatori del Pd Linda Lanzillotta e Roberto Cociancich. Una correzione che sospende fino a fine anno le norme restrittive sul noleggio auto con conducente, in attesa del varo del piano trasporto. Un piano atteso dal 2009. Nelle grandi città, come Roma, i tassisti hanno spontaneamente bloccato il servizio reclamando il ritiro dell'emendamento e regole chiare per il settore, minacciato dagli abusivi.
Taxi e servizio auto noleggio con conducente sono due mondi regolati da norme diverse. Il tassista offre un servizio pubblico definito da una licenza comunale che stabilisce turni, riposi e ferie. Il tassista non puo' rifiutare una corsa e il costo della prestazione è definito dal tassametro con tariffe stabilite dal comune. Il noleggio con conducente è un servizio a chiamata regolamentato da una concessione comunale e il prezzo del servizio è contrattato con il cliente. Gli autisti devono stazionare in una sede o rimessa in attesa delle chiamate e svolto il servizio devono tornare in sede. Licenze e concessioni possono essere rivenduti: a Roma il costo di una licenza taxi oscilla tra i 120mila e i 150mila. La concessione noleggio con conducente si rivende nelle grandi città tra 80mila e 100.000 mila euro. Taxi e noleggio con conducente hanno un nemico comune: Uber, la multinazionale di San Francisco che organizza con una app il servizio trasporto auto privato. Un mercato in evoluzione che aspetta nuove regole da anni. Una mossa l'ha fatta Linda Lanzillotta. L'emendamento, spiega la senatrice del Pd, è stato presentato con vari gruppi della maggioranza, concordato con il relatore e ha accelerato l'adozione di una regolamentazione urgentissima per dare certezze ai taxi e consentire con regole chiare e trasparenti di lavorare a imprese nate negli ultimi anni. Regole e certezze reclamate anche da tassisti e noleggio con conducenti. Uno dei nodi da sciogliere è il rientro in sede delle auto noleggiate con conducente alla fine del servizio per attendere una nuova chiamata. I tassisti chiedono che i noleggi con conducenti esercitino il servizio nel comune di appartenenza e rientrino in sede al termine della corsa perché altrimenti, sostengono, si annullano le differenze con i taxi, che attendono in strada i clienti. Ma le nuove regole immaginate dai noleggio con conducente, dice il presidente di Anitrav, l'associazione delle imprese di trasporto viaggiatori, Mauro Ferri devono tener conto anche del progresso tecnologico. Il ministero dei Trasporti ha deciso di mettere ordine nel settore. L'emendamento al decreto Milleproroghe non è stato ritirato, come chiesto dai tassisti, perché i tempi per l'approvazione della legge erano stretti, ma il ministro Graziano Delrio ha convocato tutte le sigle sindacali dei tassisti per mettere a punto entro 30 giorni un decreto ministeriale per superare l'emendamento Lanzillotta e un piano di riordino del settore. La proposta è stata siglata da 21 sindacati, non da Federtaxi e Ugl perché, sostengono, l'intesa non risolve l'abusivismo. Oltre ai tassisti, al tavolo siedono anche i rappresentanti del servizio noleggio conducente ma non Uber, che dopo le proteste dei tassisti invita il Governo ad ascoltare anche la voce dei consumatori. Per capire come finirà, bisognerà attendere almeno un mese, quando arriverà il decreto ministeriale.

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