Reportage12/02/2022

Milano, San Siro: il quartiere multietnico che guarda al futuro - di Maria Piera Ceci

San Siro, come Casablanca, nella canzone di Kappa-24K, girato fra le strade di un quartiere, le cui contraddizioni presenti da anni sono esplose negli ultimi mesi...

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San Siro, come Casablanca, nella canzone di Kappa-24K, girato fra le strade di un quartiere, le cui contraddizioni presenti da anni sono esplose negli ultimi mesi. Da un lato le villette, le case di pregio all'ombra dello stadio, una zona al centro di un progetto di rinnovamento ambizioso (fra cui proprio il nuovo stadio e un esclusivo centro termale). Dall'altro lato il blocco di case popolari: seimila appartamenti, abitati da quel che resta degli anziani saliti al nord, quando gli sporchi e i cattivi erano i meridionali. E abitati da donne e uomini in arrivo da ogni parte del mondo, soprattutto dal nordafrica (marocchini, egiziani).

Una scuola che si lascia troppo presto, un lavoro che si fa fatica a trovare. E la pandemia che ha fatto il resto: lavori precari che sono saltati, impossibile stare in lockdown ammassati in pochi metri quadrati. I cortili e la strada che diventano un inevitabile prolungamento di casa. Dove fare musica, tanto rap. Una strada dove commettere piccoli crimini che hanno segnato la cronaca di questi ultimi mesi, in un crescendo che ha fatto sì che ora ci si è accorti tutti cosa comportano decenni di incuria e scarsa attenzione delle istituzioni.

E allora percorriamole insieme queste strade del quartiere milanese di San Siro che vediamo scorrere nei video dei rapper. Ci accompagna in questa passeggiata Melissa Miedico, docente di diritto penale in Bocconi, che qui abita e qui offre un servizio di assistenza legale all'interno di Off Campus, un presidio voluto dal Politecnico (e dalla Bicocca) fra queste case, per analizzare dall'interno il fenomeno di questa periferia così difficile e proporre alcune idee per il riscatto.
Una passeggiata che comincia dalla scuola di via Dolci, che insieme a quella di via Paravia, costituisce un presidio di legalità, impegno, inclusione. Che passa poi da Piazza Monte Falterona. Qui una sparatoria l'8 gennaio ha portato all'arresto per ultimo del rapper Kappa 24K, e prima ancora di altri due rapper della scena milanese: Baby Gang e Neima Ezza. Un regolamento di conti fra bande rapper rivali: sono saltate fuori le pistole, che compaiono in tanti dei loro video. A terra resta ferito un giovane di origini egiziane. E Neima Ezza risponde a quell'arresto a suo modo: con un video e una canzone.


Poi piazzale Segesta, dove la scuola araba e quella francese si specchiano, ma non si guardano, non comunicano.
Infine piazzale Selinunte, dove il 10 aprile 2021 circa 300 ragazzi accorsero per partecipare ad un video del rapper Neima Ezza, in barba ad ogni regola antiassembramento causa Covid. Giovani che saltano sulle auto, fumogeni. E all'arrivo della polizia, il lancio di pietre e bottiglie, gli scontri.
Piazzale Selinunte, dove COOPI ed Emergency distribuiscono pacchi alimentari. Dove si affacciano varie associazioni per l'aiuto compiti dei ragazzini in difficoltà a scuola. Dove è intenzione del comune riconvertire il mercato comunale in spazio polifunzionale, con uno studio di registrazione musicale, dove magari fare sport ed incontrarsi.
L'intento è quello di far leva sulla parte sana di San Siro per arrivare a quei giovani per strada, senza scuola, senza lavoro e immersi in un contesto di pericolosa povertà culturale. Ne è convinto anche l'assessore alla casa e al piano quartieri, Pierfrancesco Maran.


La pandemia si è sovrapposta ad una situazione che a San Siro era già critica. Le diseguaglianze stanno crescendo e servono investimenti economici, di progettazione e che accompagnino i giovani verso un mondo del lavoro in cui non riescono ad inserirsi.
Questo il lavoro da fare secondo Gabriele Pasqui, docente di politiche urbane al Politecnico di Milano.

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