Reportage24/10/2021

Le Italie del post covid. Consumi in ripresa tra paura e voglia di normalità - di Marialuisa Pezzali

Lo chiamano "revenge shopping", è anche un hashtag di tendenza sui social...

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Lo chiamano "revenge shopping", è anche un hashtag di tendenza sui social, alla lettera "acquisti della vendetta", contro la pandemia e tutte le restrizioni che ci ha imposto, shopping compreso. Se per Cina e Stati Uniti si è tradotto in aumenti a doppia cifra, soprattutto nel lusso, in Italia, nonostante la ripresa, il "booster" non si è ancora visto. Per tornare ai livelli di consumo pre-covid bisognerà aspettare il 2023, ha sottolineato il rapporto Coop, il rimbalzo però c'è e inizia a vedersi, ci dicono i dati Censis-Confimprese: nel secondo trimestre 2021 i consumi degli italiani si sono già ripresi di oltre il 14% rispetto allo stesso periodo del 2020, con una netta inversione di tendenza rispetto al -5,4% registrato nel primo trimestre dell'anno. A fine anno l'incremento potrà raggiungere i 60 miliardi, un tesoretto prezioso per rivitalizzare l'economia reale. Complessivamente la pandemia ha bruciato dieci anni di crescita dei consumi ma, se non ci saranno nuovi stop, a Natale si prevedono almeno 9 miliardi di spesa in più rispetto alle feste frugali dello scorso anno. Nonostante una certa stanchezza per la digitalizzazione delle nostre vite inizi a farsi evidente e cresca dunque la voglia di tornare a fare acquisti nelle vie dello shopping, l'e-commerce resta il fenomeno da raccontare, senza dimenticare però i rapporti di forza: in Italia un acquisto su dieci viene fatto online.

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