Reportage29/04/2018

La guerra degli acquisti, nell'era dell'e-commerce (Parte II)

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Ci sono notizie che, loro malgrado, segnano i tempi, diventano il simbolo della fine di un'epoca. Il fallimento del colosso dei giocattoli americano Toys è sicuramente una di queste: 400 milioni di dollari di buco e la resa incondizionata al boom delle vendite on-line. Negozi fisici e e-commerce, offline e online, una guerra all'ultimo acquisto secondo molti, un'opportunità per altri perché - dicono gli esperti - parlare di conflitto non ha senso, la parola magica è integrazione, quella che in gergo tecnico si definisce multicanalità. Difficile raccontarlo, però, ai 33.000 dipendenti degli 800 negozi Toys 'r us destinati alla chiusura oppure ai commessi di Mediaworld, il santuario dell'elettronica di consumo in crisi da tempo e a quelli di DPS, uno dei soci di Grossisti Riuniti Elettrodomestici, il gruppo cui fa capo l'insegna Trony. Oppure - ancora - ai titolari dei 60 mila negozi che tra il 2008 e il 2017, in Italia, hanno chiuso.

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