Reportage23/11/2019

EUROREPORTAGE - Dresda, sfida neonazi per la città candidata a capitale europea della cultura - di Raffaella Calandra

Si ritrovano quasi ogni lunedì. Marciano per le strade e invocano "protezione per la patria dall'invasione araba". ...

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Si ritrovano quasi ogni lunedì. Marciano per le strade e invocano "protezione per la patria dall'invasione araba". Sono i militanti di Pegida, formazione xenofoba, nata a Dresda, capoluogo di quella Sassonia, che come altre Regioni dell'ex Germania dell'Est, registra l'exploit dell'Afd, movimento di estrema destra.
Se questo avviene pubblicamente, nel chiuso di chat online si formano autentici gruppi neonazisti, pronti alla violenza, come i membri della "Rivoluzione Chemnitz", ora processati per aver pianificato un massacro a Berlino. I singoli passano all'azione, come l'attentatore di Halle, che ha ucciso due persone davanti alla sinagoga.

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12.700 secondo la polizia, gli estremisti pronti alla violenza. E si registra un escalation di attacchi e minacce nei confronti di ebrei, ma anche di politici, soprattutto per scelte legate al tema accoglienza dei migranti: qualche mese fa, il primo delitto, dalla Seconda guerra mondiale, di matrice eversiva. Davanti ad una minaccia crescente, soprattutto nelle.piccole realtà e resa internazionale da Internet, le forze dell'ordine invocano l'uso degli stessi strumenti, già usati nel contrasto al terrorismo islamico, attraverso organi comunitari, come Interpol.
Nel frattempo, il Consiglio Comunale di Dresda approvato una mozione sull' "emergenza neonazisti", che spacca però il fronte politico e l'opinione pubblica: secondo tanti, danneggerebbe l'immagine della città barocca, la "Firenze sull'Elba", che si candida a diventare capitale europea della cultura nel 2025, con uno slogan volutamente provocatorio: Neue Heimat, perché "non possiamo lasciare agli estremisti di destra - spiega il sindaco- il concetto di patria".

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