Reportage04/04/2020

Diari di smartworking. Storie di lavoro da casa - di Anna Marino

Dopo settimane di emergenza Covid-19 passate in casa...

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Dopo settimane di emergenza Covid-19 passate in casa sono cambiate le abitudini di tutti. L'obbligo di restringere le relazioni sociali, la distanza di sicurezza di almeno 1 metro, la chiusura delle scuole e i figli a casa hanno visto una necessaria impennata di Smartworking, e smartschooling, per integrare i tempi di vita e lavoro. Il lavoro agile era già utilizzato dalle aziende in precedenza in base a contratti scritti e poi è stato autorizzato dal Dpcm 25 febbraio 2020 anche senza intese nero su bianco, per ovviare ai divieti imposti dall'emergenza e ai rischi connessi. In Italia, secondo l'Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano nel 2019 hanno fruito del lavoro agile 570mila lavoratori, in crescita del 20% rispetto all'anno precedente. Oggi in emergenza Coronavirus ci sono 554.754 smartworkers in più secondo gli ultimi dati del ministero del lavoro, il traffico dati dalle abitazioni è aumentato del 20/50% ma secondo i consulenti del lavoro ben 8 milioni e 200 mila dipendenti in Italia che non svolgono mansioni manuali o a contatto con il pubblico sono in grado di lavorare da casa.

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