Radio Next21/07/2019

Sconfiggeremo il cancro con big data e AI

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Con 30 milioni di euro di raccolta fondi, Genenta è la startup italiana più rilevante del biotech, la nuova frontiera di studio e sperimentazione di tecnologie all'avanguardia per trovare cure alle malattie più invalidanti e diffuse. I ricercatori stanno approcciando la sperimentazione da un punto di vista totalmente nuovo: più che attaccare le cellule malate con "armi" sintetiche, cercano di aiutare il corpo umano a sviluppare difese naturali in grado di eliminare o quantomeno diminuire drasticamente gli effetti collaterali causati ad esempio dalla chemioterapia. Pierluigi Paracchi, con una lunga esperienza alle spalle da venture capitalist, ne è il fondatore e ha portato ai microfoni di #RadioNext la sua testimonianza: un settore che grazie all'intelligenza artificiale e alla capacità di analisi dei big data sta aprendo nuove frontiere alla conoscenza umana. La mappatura del genoma è solo il primo stadio di uno studio molto più complesso che permetterà di creare cure su misura per ogni singolo individuo, a partire dalle sue caratteristiche ed esigenze.

In Italia le startup in questo settore sono poche complice anche un disinteresse da parte delle aziende, i cosiddetti investitori industriali, più interessati alla commercializzazione che non ad investire su progetti ad alto rischio e dalle tempistiche incerte. Ma che, da un punto di vista meramente finanziario, sono in grado di ripagare per cinquanta o anche cento volte l'investimento iniziale. Da qui una riflessione: se la ricerca e sviluppo delle imprese rimangono confinate all'interno del perimetro aziendale, come sfruttare le potenzialità delle idee che creano discontinuità proposte dalle startup per condividere, imparare e soprattutto crescere? Come costruire sistemi aperti capaci di coinvolgere nella ricerca l'intera catena del valore?
Lo scorso anno intervistai Ercole Botto Poala, uno dei lanifici più rinomati del Biellese. A proposito di startup mi raccontò la sua acquisizione di Lanieri: una azienda tradizionale come Reda non poteva pensare di crescere solo dall'interno. Per affrontare le nuove sfide doveva imparare e sfidarsi su nuovi terreni. Acquisirono Lanieri, una startup di confezioni di abiti da uomo su misura. All'inizio solo con le proprie lane, in seguito anche con quelle della concorrenza. Quell'esperienza, ormai consolidata, fu ed è prima di tutto una palestra dove imparare e costruire il futuro della propria azienda. I Venture, per tornare alle parole di Pierluigi Paracchi, stanno occupando i posti liberi lasciati dalle imprese, con logiche di exit di medio periodo che necessariamente condizionano le scelte imprenditoriali. Una liaison tra questi e le aziende, con programmi di investimento-staffetta sarebbe auspicabile, per permettere alle imprese di riprendere il giusto ruolo di motore dell'economia e della società.

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