Radio Next12/04/2020

Con IBM le strategie data driven per affrontare la situazione odierna

Una delle più grandi ricchezze...

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Una delle più grandi ricchezze che moltissime aziende, piccole, medie o grandi che siano hanno, sono sicuramente i dati. C'è chi li definisce il nuovo petrolio, un vero e proprio vantaggio competitivo che necessita però di essere sfruttato al meglio per portare risultati tangibili. Avere a disposizione dati non significa saperli utilizzare, ed è questo ciò che è importante che le aziende imparino a fare, mai come ora, in un momento in cui il nostro paese ha bisogno di riavviare il motore economico che si è dovuto fermare per l'emergenza sanitaria.
Spesso le imprese hanno a disposizione grandi quantitativi di dati, sia analogici che digitali, raccolti negli anni e archiviati senza dar loro troppa importanza. Quello di cui oggi si è sempre più coscienti è che queste informazioni possono essere sfruttate a fini imprenditoriali, anche se purtroppo spesso non sono chiare o addirittura non sono state stabilite le finalità che ne motivino il loro utilizzo e mancano le capacità e le competenze per farne buon uso. Tutto ciò può dare adito a situazioni problematiche in cui vengono mal interpretati generando risultati non di certo positivi.
Abbiamo deciso di parlare con Alessandro La Volpe, Vice President IBM Cloud & Cognitive Software, per avere qualche advice su come poter sfruttare al meglio questi grandi quantitativi di informazioni ed evitare di fare errori. 
Un'alleata fondamentale è sicuramente l’AI, l’intelligenza artificiale, che ci aiuta in tutto il processo di gestione del dato, a partire dalla raccolta, alla sua organizzazione e poi all'utilizzo e all’interpretazione. Come spiegato anche in questo articolo l’intelligenza artificiale implica un cambio di paradigma, ciò significa automazione dei processi e ottimizzazione. L’utilizzo dell’AI è sempre più pervasivo, essa può essere utilizzata in tutti i settori e permette di ottimizzare processi e risorse, il che risulta ancora più importante in un periodo come questo in cui persone, tempo e denaro sono forze che vanno centellinate. L'AI è un vero e proprio boost che implementa la capacità del professionista di compiere il proprio lavoro, sostituendolo nelle fasi ripetitive e schematiche e supportandolo nelle attività più creative e innovative.
Come possono quindi i dati e l'intelligenza artificiale aiutare concretamente le piccole medio imprese in un momento difficile come quello che stiamo vivendo? La risposta è fornendo la direzione da percorrere ottenuta tramite la lettura e l'analisi dei dati. 
IBM è da anni che affianca le aziende in questo percorso, aiutandole a diventare sempre più data driven. I settori sono i più disparati: automotive, infrastrutture, mondo assicurativo e tanti altri. Se fino a poco tempo fa il fenomeno era considerato di nicchia, ad oggi si sta espandendo in modo sempre più rapido.
In questo momento di emergenza sanitaria IBM ha intrapreso alcune iniziative sia a livello globale che locale: è rimbalzata su tutti i giornali la notizia che il supercomputer Summit di IBM è stato messo a disposizione per la lotta contro al coronavirus. E proprio l’analisi velocissima di un quantitativo abnorme di dati ha permesso in pochi giorni di identificare 77 composti con il potenziale di compromettere la capacità del Covid-19 di attaccare e infettare le cellule ospiti. Ciò ha permesso di poter passare in breve tempo alla fase sperimentale, sperando che gli scienziati possano trovare un farmaco per bloccare la pandemia in atto.
I dati saranno davvero la miniera di ricchezza del futuro? Potranno essere la soluzione anche per le piccole imprese per risollevarsi da questo momento di incertezza? Questo e molto altro nella nuova puntata di Radio Next.

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