Radio Next09/06/2019

Dalle organizzazioni complesse alle aziende liquide: la resilienza è l’arma vincente?

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Nelle ultime puntate di #RadioNext ci siamo soffermati sui modelli organizzativi delle aziende tradizionali e sull’impatto della la trasformazione digitale. Lo stesso concetto di leadership si sta evolvendo, passando da un modello direttivo a quello che Francesco Morace definisce convocativo: la direzione dell’azienda fondata sulla posizione gerarchica, le regole e gli ordini lascia spazio ad un approccio basato sulla capacità carismatica di generare credibilità, coerenza e permette alle persone di dare il meglio di sé. È un leader che ascolta, che collabora e soprattutto che abilita le professionalità presenti in azienda. Non è un’opzione, è una necessità: c’è un bisogno profondo di capacità decisionale rapida, altrimenti le aziende si fermano e vengono superate dagli eventi, dai concorrenti, dagli stessi clienti. È uno dei mali che affliggono le aziende contemporanee. E chiediamoci perché.
Ne abbiamo parlato con Alberto Montesi, imprenditore seriale, CEO e Founder di BikeBee una azienda che ha creato un piattaforma integrata tra pubblico e privato per la sicurezza delle biciclette e che proprio la prossima domenica verrà presentata al Festival della Lentezza alla Reggia di Colorno. Abbiamo voluto chiedere ad Alberto cosa significa costruire e lavorare in un’organizzazione liquida ed agile, in grado di ri-orientarsi rapidamente alle mutate condizioni di mercato e di come questo approccio possa permettere di costruire carriere professionali non lineari, ricche di opportunità e punti di discontinuità. L’esperienza nelle realtà dimensionalmente contenute spinge a doversi assumere responsabilità, richiede autonomia e un buon grado di resilienza, probabimente la qualità più importante per affrontare la costruzione della carriera professionale di ognuno di noi. Provare, sbagliare, imparare e ripartire sono le quattro fasi, non necessariamente sempre indispensabili, necessarie a costruire un’impresa di successo. Chi mai investirebbe in qualcuno che non ha mai sbagliato, visto che le statistiche sono tutte contro?

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