I Padrieterni18/11/2019

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Concita De Gregorio: "Noi genitori non ascoltiamo i nostri figli trentenni, soldati senza esercito"

Concita De Gregorio, ospite a "I Padrieterni" di Matteo Bussola e Federico Taddia, racconta il protagonista del suo ultimo libro "In tempo di guerra", spiegando i disagi degli attuali trentenni: «Marco è stato un ragazzo che mi ha scritto dicendomi "ho bisogno di una settimana del suo tempo". E abbiamo cominciato a dialogare. Ed era difficile. Marco mi ha detto "ma lei lo conosce quel sito che si chiama Cose notevoli che hanno fatto altri alla tua età?". Kurt Cobain ha scritto Nevermind a 24 anni, Newton ha scoperto la gravitazione universale a 21, Spielberg aveva girato lo squalo a 30 anni. E lui mi ha detto "sono come il soldato di una guerra invisibile e faccio parte di una moltitudine di solitudini. Siamo tutti soli, siamo tutti in guerra, eppure apparentemente è un tempo di pace. Cioè un trentenne è un soldato, ma non ha alcun esercito. L'esercito è disperso. Il problema è che noi non li vediamo questi trentenni. Dico noi, la nostra generazione. La mia generazione è quella nella condizione di Carlo d'Inghilterra. Cioè a noi non toccherà mai la corona, perché passerà dagli ottantenni che ancora governano questo paese ai ventenni che lo governeranno. Cioè passerà da nonno a nipote. Però qualcuno deve pur passare questo scettro. Quindi io provo a fare questo, infatti non ho risposte per Marco. Lui mi offre le sue domande e io gli offre il mio Pantheon di personaggi luminosi che mi sono serviti ad andare avanti nella vita. Ma la cosa bella, secondo me, è che lui racconta di questa mancanza di comunità.»

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