Olympia 24/05/2019

Quando in Champions ci saremo noi: i mini-calciatori del torneo "Football for Friendship"

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Per adesso la finale Champions League se la godranno, sabato 1 giugno, dagli spalti del "Wanda Metropolitano" di Madrid, tifando per il Liverpool o il Tottenham in questo derby inglese che assegnerà la 'coppa dalle grandi orecchie'. Ma un giorno, chissà forse neanche troppo lontano, sul quel prato verde, a giocarsi quel leggendario trofeo, potrebbe esserci anche qualcuno di loro. A sognare ad occhi aperti sono i giovani calciatori che anche quest'anno parteciperanno a "Football for Friendship", il progetto di formazione attraverso il calcio ideato da Gazprom, colosso russo dell'energia, e giunto quest'anno alla sesta edizione.
Prima di Madrid, l'evento - una settimana di incontri, dibattiti, riflessioni sul rapporto tra sport, giovani, calcio e valori condivisi tra giovani provenienti da ogni Paese del mondo - è stato ospitato nelle principali città mondiali, da Londra a Mosca, sempre in occasione dei maggiori eventi calcistici, come la finale Champions o quella di Russia 2018. Occasione quindi, per tanti ragazzi e ragazze tra i 12 e 14 anni, di vedere il grande calcio dal vivo, ma soprattutto di incontrarsi e sfidarsi intorno e sul campo di gioco. Finora, sono stati più di 5.500 i giovani atleti coinvolti nelle varie edizioni di "Football for Friendship", provenienti ormai stabilmente da più di 200 Paesi.


A rappresentare l'Italia, con i suoi giovani calciatori, da tre anni è il Pescara Calcio. Antonio Di Battista, coordinatore tecnico e responsabile scouting del settore giovanile degli abruzzesi, ci spiega che tornei di questo livello hanno anche un primo valore tecnico, nell'individuazione dei giovani talenti: "Tecnicamente già si riesce a individuare una predisposizione, ma ovvio a questa età è ancora molto presto, perché i cambiamenti possono essere tanti, con la crescita. Ma quel che conta è che questo torneo è, per i ragazzi, una grande opportunità di crescita e maturazione personale".


Ad accompagnare i giovani calciatori del Pescara, anche un fisioterapista del club, Marco Riccitelli: "Sarà una grande esperienza anche per me, per confrontarmi con colleghi da tutto il mondo. In Italia, la gestione fisico-muscolare dei giovani calciatori ha fatto passi da gigante, con staff dedicati proprio per i settori giovanili, e la possibilità quindi di seguire da vicino i ragazzi in una fase decisiva della loro crescita psico-fisica".


E allora sentiamoli, i giovani calciatori abruzzesi in partenza per la Football For Friendship: il centrocampista Samuele Baldacci, il difensore Francesco Caprio, il portiere Edoardo Toni Costanzo e Andrea De Stefanis, difensore 15enne che nell'occasione rivestirà il ruolo di 'allenatore' di una formazione in gara.


singolare la formula del torneo, secondo la quale le squadre partecipanti vengono formate tramite sorteggio tra tutti i partecipanti. Capita così che nella stessa squadra possano esserci atleti italiani, russi, inglesi, nigeriani e sudcoreani, che devono imparare a conoscersi e dialogare attraverso l'unico linguaggio comune che tutti conoscono: quello del calcio. "È un'idea davvero geniale - commenta stefano Tirelli, docente di Tecniche Complementari sportive presso l'Università Cattolica di Milano e mental coach dei campioni -; in questo modo, i ragazzi si conoscono e sono chiamati a impegnarsi per creare dei 'ponti' di cominicazione fra di loro; collegamenti che sapranno poi riprodurre fuori dal campo e nella loro vita di tutti i giorni".


la regia della puntata è a cura di Andrea Roccabella

olympia@radio24.it

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