Sfogliando Olympia20/10/2019

Dalle catene al Nobel: l'Etiopia di Lilesa e Abiy

Il premio Nobel per la Pace assegnato al premier dell'Etiopia ...

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Il premio Nobel per la Pace assegnato al premier dell'Etiopia, Abiy Ahmed Ali, per i suoi sforzi per mettere fine al conflitto con l'Eritrea, ha fatto sì che gli dèi dello sport ci riportassero alla memoria un grande campione dello sport africano, ed etiope, che sul palcoscenico più prestigioso, quello delle Olimpiadi, e in particolare a Rio de Janeiro nel 2016, aveva avuto il coraggio di denunciare le vessazioni cui lui e la sua etnia erano sottoposti proprio in Etiopia, con un gesto clamoroso: sul traguardo della maratona, la gara più attesa e significativa, Feiysa Lilesa, questo il nome di quest'atleta che aveva chiuso la gara al secondo posto, alle spalle solo dell'immenso kenyano Kipchoge, aveva sollevato i polsi al cielo, incrociandoli come fossero incatenati.
Non solo, Lilesa aveva più volte ripetuto quel gesto, nel dopogara e anche sul podio, spiegandone il perché: voleva così denunciare le persecuzioni cui la sua gente, gli Oromo, era sottoposta dal regime etiope, prima dell'avvento di Abiy Ahmed. un gesto, quello del maratoneta, che pose la questione all'attenzione dell'opinione pubblica internazionale, e su cui oggi vogliamo ritornare, oggi che proprio un Oromo, cioè lo stesso Abiy Ahmed Ali, è primo ministro e premio Nobel per la pace.
Ospiti della puntata Andrea Buongiovanni, inviato de La Gazzetta dello Sport; Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia e Massimo Alberizzi, firma storica per l'Africa de Il Corriere della Sera e direttore del quotidiano online www.africa-express.info
La regia della puntata è a cura di Andrea Roccabella
olympia@radio24.it

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