Sfogliando Olympia24/01/2021

Dal ghetto di Amsterdam al grande Ajax: la parabola di Salo Muller

Pallone e memoria, amore per lo sport...

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Pallone e memoria, amore per lo sport, per il calcio, per la vita e l'abisso del dolore, la Shoah, Auschwitz, il buco nero del mondo, si mescolano, oggi qui a Olympia. Perché quella che vi raccontiamo è la storia di un uomo che quel 28 maggio 1969, al Bernabeu di Madrid, era sulla panchina dell'Ajax, pronto a scattare in campo per massaggiare i preziosi muscoli di Johann Crujyff e compagni (sconfitti dal Milan per 4 a 1); ma quello stesso uomo, appena bambino, s'era salvato, lui ebreo, tra sofferenze indicibili dalla deportazione e dalla morte in seguito alle deportazioni naziste nell'Olanda occupata.
Salo Muller, questo il nome di quel bambino e di quell'uomo che tra il 1959 e il 1972 sarà poi il massaggiatore della grande Ajax. Una storia raccontata in "A stasera e fai il bravo", il libro autobiografia di Muller pubblicato in Italia proprio da IlSole24Ore, e curato dalla collega Maria Luisa Colledani.

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