Olympia01/06/2018

Dimenticare Kiev: i dolori del giovane Karius

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Aveva sognato di entrare nella storia del calcio. Beh, in effetti Loris Karius c'è riuscito, ma entrando dalla porta sbagliata. Il 24enne portiere tedesco del Liverpool ha infatti segnato on con le sue prodezze, ma con i suoi errori, l'ultima finale di Champions League giocata a Kiev, col trionfo (il 13esimo nella storia, il terzo consecutivo nella gestione tecnica di Zinedine Zidane) del blancos contro i Reds per 3 a 1. Errori, quelli di Karius (sul primo gol di Benzema e sul terzo di Bale), che quasi hanno messo in ombra la splendida rovesciata del gallese del Real, che pure è valsa ai bianchi di spagna il fondamentale vantaggio per 2 a 1.
Le lacrime al fischio finale, le scuse alla curva del Liverpool, la notte insonne e le nuove scuse rilanciate via social, sono solo una parte del dramma sportivo di Karius, che ora dovrà provare comunque a ripartire, a ricominciare a immaginarsi di nuovo e comunque protagonista vincente, ancora all'inseguimento della Coppa dalle Grandi Orecchie. Ma come è stato possibile un flop di questo tipo? E come ripartire? Gli dèi dello sport ci hanno chiesto di esplorare questi sentieri con la guida di Giovanni Galli, portiere campione del mondo in Spagna 1982 e d'Europa con la maglia del Milan. "Karius sul primo gol è stato molto sfortunato: se quel pallone rimbalzato su Benzema fosse uscito, avrebbe solo passato un grande spavento, invece è entrato in porta per una questione di centimetri...- spiega Galli - mentre sul secondo, il tiro dalla distanza di Bale, gli errori tecnici sono più evidenti, come l'errato posizionamento delle mani. Come ripartire? Bisogna resettare, cancellare quella sfida, e ripensare piuttosto a quanto di buono si è fatto per arrivare a quel punto".


In molti si sono chiesti perché il tyecnico Jurgen Klopp non abbia sostituito Karius subito dopo il primo grave errore. "Ricordo che anche ai mondiali di Sudafrica 2010, nella nazionale inglese di cui ero il preparatore psicofisico - sottolinea il professor Stefano Tirelli, docente di Tecniche Complementari sportive alla Cattolica di Milano - una 'papera' dell'allora portiere titolare Green costò il pari contro gli Stati Uniti. Nelle gare successive il titolare fu James, ma Green rimase bruciato da quell'errore. Se si vuole ripartire, non bisogna restare soli, accettare di farsi aiutare per gestire quella difficoltà, su cui costruire i successi a venire. Quella di Kiev per Karius è stata una notte da incubo, ma ce ne sono potenzialmente ancora molte altre in cui potrà tornare a sognare i suoi sogni più belli".


La regia della puntata è a cura di Valeria Bernardi

olympia@radio24.it

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