Sfogliando Olympia26/11/2016

Campioni di...vini: l'attrazione fatale tra sport e vino

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Brindano alle vittorie, affogano la delusione nel bicchiere, inondano di bollicine rivali e tifosi, investono risparmi in viti vigneti: innegabile che il rapporto tra sport e vino, e alcol, sia stretto, molto più delle apparenze e, spesso, del consentito. nella puntata odierna di Olympia indaghiamo proprio questo legame affascinante e misterioso. Nella prima parte del programma dialoghiamo con Daniele Molmenti, oro olimpico a Londra2012 nella canoa fluviale e oggi produttore di un (ottimo!) prosecco. "Tutto è nato per gioco - spiega Molmenti - da una scommessa con mio cugino, e oggi produciamo più di 5mila bottiglie".

Non solo Molmenti. Tanti sono i campioni - dall'ex pilota di Formula Uno Jarno Trulli al campione del mondo 2006 Andrea Pirlo - che stanno legando il loro nome a vini di alta qualità. Ma quale era il rapporto tra i campioni dello sport e il vino nell'antichità, nella Grecia classica, l'Ellade di Olimpia? Esploriamo questo sentiero della memoria con l'aiuto del prof. Gianluca Punzo, responsabile del dipartimento di Storia Antica della Società Italiana di storia dello Sport:"Nell'antichità il vino non veniva mai bevuto assoluto, ma sempre mescolato e diluito con l'acqua - spiega Punzo -: ma anche così era bevanda proibita per gli atleti, almeno fino alla gara. Dopo, in caso di vittoria, più di un campioe si prendeva la licenza di alzare un pò il gomito..."

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