Sfogliando Olympia02/04/2016

Atene 1896: alle radici del mito della maratona

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6 aprile 1896: si aprono ufficialmente ad atee i primi giochi Olimpici dell'era moderna. Da tre giorni, in Italia, è nato un giornale (allora stampato su carta verde, ma che entrerà nella storia con il ben più celebre rosa...) che proprio del narrare i miti sportivi farà la sua missione: La Gazzetta dello Sport. E' il barone francese Pierre De Coubertin il fautore della riaccensione del sacro fuoco di Olimpia. E insieme a quel braciere, si ravvivano gli antichi miti della Grecia dell'età classica. E uno invece, del tutto nuovo, nasce proprio lungo le strade di Atene: il mito della maratona.

Sì, perché la sfida più emozionante ed estrema, quella lungo i 42 km e 195 metri, la maratona appunto, ben poco ha a che fare con l'antica battaglia vinta dagli Ateniesi contro i Persiani nel 490 Avanti Cristo, e col leggendario messaggero Filippide. Ben poca realtà, tanta fantasia e una bella spruzzata di mitologia, infatti, alla radice di uno degli archetipi fondanti dell'olimpismo moderno. "La leggenda ci parla di questo messaggero che portò la notizia della vittoria da Maratona ad Atene, per poi morire - spiega Elio Trifari, giornalista de La Gazzetta dello sport, presidente della Fondazione Cannavò e storico dell'olimpismo -, ma la vicenda ha ben poco di vero. Però il filologo francese Michel Breal ne rimase affascinato, e trovò in De Coubertin un altrettanto infervorato sostenitore: così nasce la maratona..."

Ben più reale il profilo del primo vincitore della maratona: il greco Spyridon Louis, che trionfa di fronte alle migliaia di spettatori dello stadio Panathinaikon. E' lui a iscrivere per primo il nome nell'albo d'oro olimpico. "Louis era un umile portatore d'acqua di Maroussi, cittadina vicino Atene - ricorda Valerio Piccioni, giornalista della "rosea" e storico della maratona - e dopo quel successo tornò a una vita semplice, umile. Ma ormai il nome di Spyridon Louis era entrato nel mito, dove sopravvive ancora oggi".

La regia della puntata è a cura di Paolo Corleoni

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