Musica maestro04/09/2017

Luigi Borgato, inventore di pianoforti: sono le musiche stesse che ce li chiedono

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Un nuovo strumento musicale non nasce per caso, ma sono le musiche stesse a chiedere che si costruiscano strumenti in grado di adattarsi perfettamente all'esecuzione. Con questo spirito Luigi Borgato, costruttore di pianoforti, da tempo si dedica alla ricerca e alla creazione di nuovi strumenti in grado di riproporre in chiave moderna le idee del passato. Il più celebre dei suoi strumenti, il Doppio Borgato, un pianoforte dotato di una pedaliera di 37 note, si ispira infatti agli strumenti che Mozart, Schumann e Beethoven si erano fatti costruire e per i quali avevano composto musiche per doppia tastiera. L'ultima novità prodotta nella bottega di Luigi Borgato è un pianoforte a coda di 333 centimetri, il più lungo al mondo, in grado di produrre da una parte una sonorità più profonda, dall'altra un volume maggiore.

I brani che ascoltiamo, tutti eseguiti con i pianoforti costruiti a mano da Borgato, sono i "Quadri di un'esposizione" di Mussorgsky, con Roberto Giordano al pianoforte (CD La Bottega Discantica BDI 193); lo stesso Giordano interpreta anche la "Melodia da Orfeo" (Danza degli spiriti beati) di Christoph Willibald Gluck, nella trascrizione di Giovanni Sgambati (CD La Bottega Discantica BDI 253); gli "Studien für den Pedalflügen op. 56" di Robert Schumann, eseguiti da Mirco Bruson (CD Borgato Collection DB 072010); "Andante spianato & Grande Polonaise op. 22" di Chopin, eseguito da Ingolf Wunder (CD ORF).

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