Musica maestro25/09/2022

Haendel, il genio cosmopolita della musica barocca

Tra i grandi musicisti del tardo barocco, Haendel è forse l'unico che possiamo considerare veramente europeo...

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Tra i grandi musicisti del tardo barocco, Haendel è forse l'unico che possiamo considerare veramente europeo e cosmopolita. Nato in Germania, trascorse molto tempo in Italia per poi trasferirsi definitivamente in Inghilterra. Era un artista completo: compositore, organista, clavicembalista, impresario teatrale e organizzatore di eventi musicali. Eppure, al di là di una fama che non è mai venuta meno, in Italia mancava da tempo una biografia completa di questo grande musicista. Ora questa lacuna è stata colmata da Claudio Bolzan, critico musicale e storico della musica, che per l'editore Zecchini ha pubblicato "Haendel. Tra splendori teatrali e fasti cerimoniali. Vita e opere", un corposo volume che comprende anche tutto l'epistolario, per la prima volta proposto in italiano.
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono ‘Lascia la spina, cogli la rosa' dall'oratorio ‘Il trionfo del tempo e del disinganno' interpretato dal Philippe Jaroussky assieme all'ensemble Artaserse (dal cd Erato ‘La vanità del mondo'); ‘Gloria Patri' dal salmo ‘Dixit Dominus' eseguito dai solisti dell'English Baroque e dal Coro Monteverdi diretti da Sir John Eliot Gardiner (cd Decca); ‘Zadok the priest' eseguito dal Westminster Abbey Choir diretto da Martin Neary, (dal cd Sony ‘Millennium of music'); 'Hallelujah' dal ‘Messiah' eseguito dall'ensemble Concento Köln diretto da Renè Jacobs (cd Harmonia Mundi).

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