Musica maestro13/01/2019

Giuseppe Verdi e la miopia dei critici nelle recensioni dell'epoca

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Un quarto d'ora di applausi per la prima dell'Attila di Verdi diretta da Chailly lo scorso 7 dicembre alla Scala di Milano. Apprezzamento unanime da parte di pubblico e critica per quest'opera giovanile del maestro di Busseto, poco conosciuta e poco rappresentata. Un successo annunciato si potrebbe dire, visto il grande impatto mediatico che aveva preceduto il debutto scaligero. Ben diversa fu invece l'accoglienza che la critica riservò a quest'opera in occasione della prima rappresentazione alla Scala il 26 dicembre 1846. I critici dell'epoca furono infatti spesso severi nei confronti di Verdi, e solo verso la fine della sua carriera iniziarono ad apprezzare le sue opere - come racconta Noemi Manzoni, proprietaria della casa discografica Urania Records, nel suo libro "Io non sono che un critico - Le prime di Verdi alla Scala dal 1839 al 1893 nella stampa d'epoca" di Noemi Manzoni (Manzoni editore, 480 p., € 25,00) (https://www.uraniarecords.com/product/non-sono-che-critico/), uno studio su come la stampa dell'epoca aveva accolto le opere di Verdi in occasione del loro debutto milanese.
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono ‘Qui, qui sostiamo' e ‘Cara patria' da "Attila", nell'interpretazione di Gastone Limarilli con l'Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Bruno Bartoletti (1962, dal cd Urania WS 121.148); ‘Tutte le feste al tempo' dal "Rigoletto", interpretata da Anna Moffo con l'Orchestra e il Coro del Teatro dell'Opera di Roma diretti da Georg Solti (1963, dal cd Urania WS 121.241); ‘Quand'ero paggio' da "Falstaff", interpretata da Tito Gobbi e Renata Tebaldi con l'Orchestra e il Coro del Teatro San Carlo di Napoli diretti da Mario Rossi (1962, dal cd Urania WS 121.121).

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