Musica maestro26/06/2017

Le ‘divine della lirica', dal barocco ai nostri giorni

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La prima "divina" fu la soprano Vittoria Archilei, che intrattenne il pubblico negli "Intermedi della Pellegrina", le musiche realizzate per gli intervalli della commedia scritta da Girolamo Bargagli nel 1564 in occasione delle nozze di Ferdinando I de' Medici. Fu definita divina perché interpretava il personaggio dell'Armonia Doria, la più importante delle armonie, perché capace di congiungere gli uomini con il cosmo – spiega Renato Tomasino, autore del libro "Le divine. Le primedonne della lirica dal barocco al XXI secolo" (Odoya). La Archilei diede il via a lunga serie di divine del mondo della lirica, a Maria Malibran a Lina Cavalieri, dalla Callas alla Tebaldi. Divine nell'interpretazione, nel portamento e anche nella bellezza, che nel loro caso non è una dote naturale, ma un'arte, una professione . Come dimostra la più grande tra le divine, la Callas, disprezzata da giovane in quanto grassa e brufolosa (così la descriveva sua madre), ma capace di creare la propria bellezza fino a diventare un'icona – conclude il prof. Tomasino.
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono "Vissi d'arte" da "La Tosca" di Puccini, interpretata da Renata Tebaldi; l"Ave Maria" di Schubert nell'interpretazione di Maria Callas; "Un bel dì vedremo" da "Madama Butterfly" di Puccini, interpretata da Mirella Freni.


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