Musica maestro17/10/2019

Che cos'è oggi la musica classica?

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È passato ormai più di un secolo dai primi esperimenti di musica atonale della cosiddetta "Seconda scuola di Vienna" di Arnold Schönberg, Anton Webern e Alban Berg, movimento culturale che fu espressione di un grande fermento innovativo nel mondo musicale. Una musica non sempre facile da affrontare, a volte apertamente ostica, ma che rappresentava quell'esigenza di rinnovamento e di rottura con la tradizione che si respirava all'inizio del secolo scorso. I tempi sono cambiati, eppure ancora oggi sembra che per essere apprezzati nel mondo della musica classica, sia indispensabile comporre musica atonale. Ma è davvero così sacrilego scrivere brani melodici, armonie che accarezzino l'orecchio anziché infastidirlo? Per molti anni la musica atonale ha cercato di essere l'unica musica classica esistente - spiega Marco Tutino, compositore, autore di numerose opere liriche commissionati dai più importanti teatri italiani e stranieri. La musica classica invece dovrebbe cercare di conoscere tutto, dovrebbe essere una sintesi di tutta la musica esistente - conclude Tutino. La musica classica vive nell'interpretazione di una luce diversa se viene vissuta a 360 gradi con tutti gli altri generi - commenta Alessandro Cadario, giovane direttore d'orchestra e compositore, che il prossimo 31 ottobre, all'Auditorium Renzo Piano de L'Aquila, dirigerà i Solisti Aquilani nella prima mondiale della nuova composizione di Marco Tutino, "Medusa".
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono la "Sinfonia n° in Re maggiore op. 25" di Prokofiev e un brano dall'opera "Miseria e nobiltà" di Marco Tutino.
Cos'è oggi la musica classica? Hanno ancora un senso le sperimentazioni di musica atonale? Fino a che punto possono arrivare le contaminazioni con altri generi musicali?
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