Musica maestro04/12/2022

Boris Godunov, potere e autodistruzione

La nuova stagione della Scala si aprirà il 7 dicembre con Boris Godunov di Modest Musorgskij ...

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Dominique Meyer

La nuova stagione della Scala si aprirà il 7 dicembre con Boris Godunov di Modest Musorgskij, opera scritta nel 1868 e ispirata al dramma di Puskin dedicato allo zar che, nonostante il breve periodo di regno (dal 1598 al 1605), ebbe un grande impatto, nel bene e nel male, sulla storia della Russia. Unica opera lirica completata da Musorgskij, Boris Godunov ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni. Lo stesso Musorgskij ne fece diverse versioni, alle quali hanno fatto seguito le orchestrazioni di Rimsky Korsakov, Shostakovic, e Rathaus, tra gli altri.
Quella che presenteremo il 7 dicembre sarà la versione originale - spiega Dominique Meyer, sovrintendente della Scala, che poi passa ad illustrare alcuni degli appuntamenti più significativi della nuova stagione, come la ‘Lucia di Lammermoor' di Donizetti diretta da Chailly, l'opera che avrebbe dovuto inaugurare la stagione del 2020, poi cancellata a tre settimane dalla prima o ‘Le zite ‘ngalera' di Leonardo Vinci, opera comica in dialetto napoletano. Oltre alla lirica, come sempre ci sarà la stagione dei concerti e quella del balletto, che si aprirà con lo Schiaccianoci di Tchaikovsky nel classico allestimento di Rudolf Nureyev, un omaggio al ballerino più celebre di tutti i tempi nel trentennale della scomparsa.
I brani che ascoltiamo in questa puntata sono ‘Proshchay, moy syn' da Boris Godunov, nell'interpretazione di Nicolai Ghiaurov registrata durante la prima del 1979, con Abbado alla direzione dell'Orchestra del Teatro alla Scala e il ‘Valzer dei fiori' dallo Schiaccianoci di TchaIkovsky, eseguito nel 1988 dalla Chicago Symphony Orchestra diretta da Abbado (cd Sony).

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