Il giorno della verità per il Kenya, della maturità del sistema e della democrazia. Oggi il popolo Keniano vota per eleggere il nuovo presidente: deve scegliere tra il presidente uscente Uhuru Kenyatta e Raila Odinga, già primo ministro. La gente si è messa in coda per votare sin dalle prime ore del mattino, ma si temono scontri come successe nel 2007. La popolazione dei votanti è estremamente giovane, più del 50% dei votanti ha meno di 35 anni. Per questo i social hanno svolto un ruolo determinante durante la campagna e spesso sono circolate fake news per screditare uno o l'altro candidato.
In Sud Sudan, Paese che festeggia il sesto anno di indipendenza, ma che è in ginocchio per la guerra civile: da una parte il vicepresidente Riek Machar di etnia Nuer e il presidente Salva Kiir di etnia Dinka. Il potere oggi è nelle mani dei gruppi armati Dinka, ma i ribelli Nuer non sono da meno, anche se inferiori per armamenti.
In Sudafrica dove si vota la fiducia al presidente Zuma. Il parlamento è chiamato a confermare o meno la fiducia nei confronti del presidente Zuma tramite voto segreto. Non è la prima volta che Zuma sopravvive a voti per la fiducia, ma è a prima volta che si vota in segreto, quindi il suo destino è in bilico.

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