Letture di Radio2405/03/2017

Neuroscienza: la comprensione di un testo è migliore se viene letto su supporto cartaceo

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Fino a qualche anno fa, la carta stampata era data per defunta o in via di estinzione. Nel 2014 Clay Shirky, esperto di media e comunicazione, aveva dichiarato "Il futuro dei quotidiani è una delle poche certezze, la maggior parte sparirà in questo decennio". Ma così non è stato, e dopo un lungo periodo negativo, l'editoria mostra timidi segnali di ripresa, mentre sono sempre più frequenti i casi di riviste nate online, che decidono di lanciare anche l'edizione cartacea. O di riviste cartacee che avevano chiuso per passare all'online, ma che poi sono tornate in edicola. E come si racconta in uno speciale sul ritorno alla carta pubblicato su L'Espresso del 26 febbraio, anche la preannunciata scomparsa del libro fisico in favore dell'e-book, sembra essere per il momento scongiurata, o quantomeno rimandata. Infatti, dopo le impennate degli ultimi anni, per la prima volta i libri elettronici stanno registrando un calo, mentre sono in ripresa le vendite dei libri cartacei. In difesa del libro cartaceo ora scende in campo anche la neuroscienza, come spiega Davide Crepaldi, intervistato di Francesca Sironi nell'articolo "Se la mano tocca, il cervello risponde" (da L'Espresso del 26 febbraio). 'E' dimostrato – dice Crepaldi - che la memoria e la comprensione di un testo migliorano se questo viene letto su supporto fisico.‘

La moda effimera dei neologismi
Come ogni anno, la pubblicazione delle nuove edizioni dei più importanti vocabolari della lingua italiana, rappresenta l'occasione per andare alla ricerca dei neologismi che puntualmente vengono introdotti. Ma quanti di questi meriteranno di trovare spazio in un vocabolario tra qualche anno, una volta che la moda che li aveva generati sarà passata? – si domanda Michele Smargiassi era l'articolo "Gaglioffo e petaloso" (da La Repubblica Robinson del 26 febbraio).

Guida turistica per chi cerca fantasmi o case infestate
Passata ormai da tempo la moda dei film sugli zombie (Walking dead escluso, naturalmente), il cinema horror si è orientato negli ultimi anni verso il filone demoniaco: case e persone possedute, spiriti maligni, poltergeist, esperienze extrasensoriali e quant'altro. Le case infestate non esistono però soltanto nel cinema o nella letteratura orrorifica: ovunque, soprattutto nel nostro paese, esistono case, palazzi o castelli che in passato sono stati teatro di tragici eventi e nei quali è possibile occasionalmente avvertire tracce di oscure presenze.
Chi volesse andare alla ricerca di queste tracce ha ora a disposizione la "Guida ai fantasmi d'Italia. Dove cercarli e dove trovarli" di Anna Maria Ghedina (Odoya, 416 p., € 22,00), un vero e proprio manuale che accompagna il turista da un capo all'altro dell'Italia per raccontare storie, leggende e curiosità legate ai luoghi infestati dagli spiriti.

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