Letture di Radio2401/05/2016

Le canzoni erotiche anni Settanta, da "Je t'aime … moi non plus" a "La prima volta"

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L'ultimo cacciatore di capelli
Negli anni '50, prima che arrivassero i capelli sintetici, quelli naturali valevano oro e alimentavano l'industria dei produttori di parrucche. Ercole Pasero, 89 anni, rievoca il periodo in cui girava per l'Italia cercando di convincere le donne a tagliarsi i capelli, dando loro in cambio stoffe o soldi. Il mestiere del caviè, o cacciatore di capelli, è scomparso da tempo, ma a ricordarlo c'è un piccolo museo , che si trova a Elva, il paesino del cuneese dove vive Pasero. Ne parla Amedea Franco nell'articolo "L'ultimo cacciatore di capelli" (da La Stampa del 19 aprile).

Le canzoni erotiche anni Settanta, da "Je t'aime… moi non plus" a "La prima volta"
Anche se oggi non desta più alcuno scandalo, quando uscì nel 1969, la canzone Je t'aime… moi non plus cantata da Serge Gainsbourg e Jane Birkin, venne bandita dalle radio e tv di stato sia in Italia che nel Regno Unito. Negli anni successivi il brano diventerà uno dei simboli della rivoluzione sessuale, dando origine a tutto un filone di canzoni erotiche, che andavano dalle semplici emulazioni o parodie del brano di Gainsbourg, alle canzoni sexy piene di gemiti e sospiri, fino alle contaminazioni con la musica dance e lounge. Un genere musicale che ebbe particolare fortuna in Italia, come racconta Fabio Casagrande Napolin nel suo libro " Orgasmo song. Sesso, musica e sospiri " (Volo Libero edizioni, 398 p., € 22,00)

Incidenti stradali: Napoli batte Roma 11 a 1. Sono i "furbetti dell'incidentino"
Secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia sul lavoro dei Giudici di Pace, il distretto giudiziario di Napoli registra un numero di incidenti stradali pro capite di unici volte e mezzo più alto rispetto a Roma, e centocinquanta volte più del Trentino-Alto Adige. Sono quelli che Gian Antonio Stella definisce "I furbetti dell'incidentino" (dal magazine Sette del 22 aprile)

Salah, il terrorista islamico che ha l'intelligenza di un posacenere vuoto
A cinque mesi dalle stragi di Parigi e a un mese dalla cattura avvenuta in Belgio, Salah Abdeslam, l'unico terrorista sopravvissuto, è stato estradato in Francia. In un'intervista a Liberation, l'avvocato belga di Salah non ha usato mezze parole per descrivere il suo assistito, definendolo "un povero coglione che ha l'intelligenza di un posacenere vuoto, pensa di vivere in un videogioco e del Corano la letto solo qualche interpretazione su Internet". "Il male, prima ancora che banale. È stupido" - commenta Massimo Gramellini nel suo editoriale "Un posacenere vuoto" (da La Stampa del 28 aprile).

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