Letture di Radio2428/02/2016

L'aggressione degli antagonisti a Panebianco, patetico replay degli anni Settanta

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Henry James visto da vicino: ricordi dello scrittore al lavoro nel diario della sua segretaria
Nel 1907 la giovane Theodora Bosanquet viene assunta come segretaria da Henry James, con il compito di battere a macchina i romanzi che lui le avrebbe dettato. Rimane con lui fino alla morte dello scrittore, avvenuta cento anni fa. Otto anni dopo la Bosanquet pubblica il libro " Henry James al lavoro " (Castelvecchi, 64 p., € 9,50) nel quale raccoglie i suoi ricordi di quel periodo, offrendo ai lettori l'occasione di vedere da vicino lo scrittore al lavoro e di conoscere le sue abitudini e le sue passioni.

L'aggressione degli antagonisti a Panebianco, patetico replay degli anni Settanta
Lunedì 22 febbraio, alcuni antagonisti del CUA (Collettivo Universitario Autonomo) hanno fatto irruzione nell'aula dell'Università di Bologna dove Angelo Panebianco, giornalista del Corriere della Sera e professore di Scienze politiche, stava tenendo la prima lezione del suo corso "Teorie della pace e della guerra". Gli attivisti hanno insultato il professore, chiamandolo ‘assassino'. La sua colpa: avere scritto un articolo dal titolo " Noi in Libia saremo mai pronti? ", dove invocava un intervento in Libia contro i terroristi dell'Isis. Già un paio di anni fa Panebianco era stato vittima di atti vandalici da parte di un altro collettivo autonomo, sempre in conseguenza di un suo articolo. Curiosamente questi collettivi studenteschi si dichiarano antifascisti, ma poi utilizzano gli stessi metodi del ventennio: uso della violenza per imporre le proprie idee e per impedire ad altri di esprimere le proprie. Già negli anni Settanta un professore universitario aveva definito ‘fascisti' gli autonomi che gli impedivano di fare lezione. Loro non avevano gradito la critica e lo avevano ridotto in fin di vita, come racconta Benedetta Tobagi nell'editoriale "Un brutto e inutile replay degli anni Settanta" (da La Repubblica del 23 febbraio). Due giorni dopo è lo stesso Panebianco ad intervenire sull'argomento, nell'editoriale " Il pensiero libero e la tristezza di quegli slogan " (dal Corriere della Sera del 25 febbraio), dove scrive "La democrazia è un regime molto fragile, che si regge sul fatto che in ogni momento la moderazione politica prevalga sull'estremismo. Se riescono a imporsi quelli che considerano l'altro un nemico anziché un avversario, allora la democrazia è agonizzante".

In Danimarca carne di maiale obbligatoria per contenere il flusso dei migranti
Mentre in Italia ci sono scuole dove è stato vietato il consumo di carne di maiale per non offendere la sensibilità degli studenti di religione musulmana, in Danimarca c'è una città dove invece la carne di maiale deve essere obbligatoriamente servita in tutte le scuole - come racconta Marco Imarisio nell'articolo " Polpette di maiale ai figli dei migranti. Nella città dove finisce l'accoglienza danese " (dal Corriere della Sera del 22 febbraio). La ‘guerra delle polpette', così è stata ribattezzata l'iniziativa partita da un consigliere dell'estrema destra con lo scopo di "limitare l'affluenza e l'influenza dei migranti", ha scatenato come prevedibile molte polemiche. Ma le paure che hanno fatto fare un passo indietro ad un paese come la Danimarca, da sempre simbolo di accoglienza e tolleranza, sono condivise anche dal ministro dell'integrazione, che a proposito dei migranti ha dichiarato "Ci siamo resi conto che una politica più rigida è premessa essenziale per la loro integrazione nella nostra società".

La Slovacchia primo Stato "muslim free" europeo
La Danimarca non è certo l'unico paese che, sulla scia emotiva dei recenti attentati e degli stupri di massa di Colonia, ha iniziato ad opporsi alla politica di accoglienza senza limiti invocata la scorsa estate dalla Germania (che ora però si lamenta se l'Austria non ferma il flusso dei migranti dalla Grecia). E ora la Slovacchia, paese governato da un monocolore socialdemocratico, si appresta a diventare il primo Stato europeo "libero dai musulmani" - come spiega Marzio G. Mian nell'articolo "A Bratislava, capitale del nuovo Stato ‘muslim-free'" (dal magazine Sette del 19 febbraio).

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