Lo scorso 14 settembre i ribelli filoiraniani dello Yemen hanno colpito con droni aerei due impianti della Saudi Aramco, la compagnia nazionale di idrocarburi dell'Arabia saudita. La produzione saudita si è cosi ridotta a 5 milioni di barili al giorno, contro i 9,8 milioni di agosto. Corriamo il rischio di un'impennata dei prezzi? Quel che è accaduto richiama alla mente le conseguenze, molto gravi per l'economia mondiale e italiana in particolare, della crisi petrolifera del 1973 - spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

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