HO UNA CROCIERA PRENOTATA E PAGATA IN TOTO CON PARTENZA IN AGOSTO. LA COMPAGNIA, SUL SUO SITO UFFICIALE, CONTINUA A PROROGARE IL PERIODO DI SOSPENSIONE DELLE CROCIERE, ORA SI PARLA DI FINE LUGLIO. POSSO CHIEDERE, APPELLANDOMI A QUALCHE LEGGE, IL RIMBORSO TOTALE DEL VIAGGIO. QUESTO CLIMA DI COMPLETA INDECISIONE STA, DI FATTO, ROVINANDO OGNI ASPETTATIVA POSITIVA.
L'art. 88 bis del decreto Cura Italia, convertito in legge, prevede la possibilità per il viaggiatore, in caso di impossibilità ad effettuare il viaggio a causa dell'emergenza Covid 19, di chiedere il rimborso, il voucher o un pacchetto viaggio sostitutivo. Purtroppo la scelta tra l'uno o l'altro strumento non è rimessa all'utente del servizio turistico come vorrebbero il codice del turismo ed il regolamento europeo 2004/261 ma all'operatore del servizio turistico. Ai contratti instaurati con effetto dall'11 marzo 2020 al 30 settembre 2020 nell'intero territorio nazionale in caso di impossibilità della prestazione a causa dell'emergenza Coronavirus si applica quale rimedio il Voucher così come previsto dal comma 11 del predetto articolo. Segnaliamo come sia l'Autorità Antitrust che la Commissione Europea abbiano lanciato un monito al Governo affinchè venga comunque garantito il diritto al rimborso in caso di rinuncia del viaggio per forza maggiore.

VOLEVO CHIEDERE SE HO IL DIRITTO AL RIMBORSO DELLA RETTA PAGATA PER MIA FIGLIA PER LA GINNASTICA PER I MESI DI MARZO, APRILE E MAGGIO. A ME OFFRONO DI RECUPERARE IL PROSSIMO ANNO MA MIA FIGLIA NON VUOLE FARE PIÙ GINNASTICA E VUOLE ANDARE A NUOTO.
A causa dell emergenza epidemiologica da COVID-19, il Decreto Rilancio ha riconosciuto all art. 216 la scelta al gestore dell'impianto sportivo di rimborsare o, in alternativa, di rilasciare un voucher di pari valore incondizionatamente utilizzabile presso la stessa struttura entro un anno. Il gestore dovrà inviare rimborso o il voucher entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.

HO ACQUISTATO UNO SMARTPHONE DA EBAY (DA UN VENDITORE INGLESE) IN DATA 11 FEBBRAIO 2020. SI TRATTA DI UN VECCHIO MODELLO, PERÒ VENDUTO COME NUOVO. L'OGGETTO MI È STATO CONSEGNATO IL 20 FEBBRAIO 2020 IN UNA SCATOLA DALL'APPARENZA ORIGINALE E PERFETTAMENTE SIGILLATA. DOPO 2 MESI HO AVUTO PROBLEMI ED HO DOVUTO RICHIEDERE L'ASSISTENZA DEL PRODUTTORE (SAMSUNG) CHE HA RISPOSTO CHE NON POTEVA RIPARARE IN GARANZIA LO SMARTPHONE PERCHÉ RISULTAVA ATTIVATO GIÀ NEL 2015. MA IO L'HO ACQUISTATO NUOVO! EVIDENTEMENTE L'ARTICOLO NON ERA NUOVO, COME INVECE ERA SCRITTO NELL'INSERZIONE DI EBAY; LA STESSA SAMSUNG MI HA CONSIGLIATO DI APRIRE UN RECLAMO IN QUANTO L ACCADUTO È UN SEGNO DI FRODE. HO CHIESTO DI POTER RESTITUIRE L'OGGETTO, IN CAMBIO DEL RIMBORSO, MA LE MIE RICHIESTE SONO STATE RESPINTE.
1) POSSO PRESENTARE QUERELA, VISTO CHE IL VENDITORE È INGLESE?
2) PRESENTARE QUERELA SIGNIFICA POI DOVER ESSERE CHIAMATO A PARTECIPARE AD UN PROCESSO E SOSTENERE DELLE SPESE PER UN LEGALE E PER IL PROCESSO STESSO?

Potrà proporre querela se non sono trascorsi 90 giorni dalla data in cui Le è stato comunicato che in realtà l'articolo non era nuovo. La circostanza che il venditore sia inglese inciderà senz'altro sui tempi di indagine. La denuncia-querela, diversamente dalla mera denuncia, può comportare, a carico del querelato, l'inizio di un procedimento penale nel quale chi ha sporto querela sarà chiamato a deporre in qualità di persona offesa dal reato. Soltanto nel caso in cui il querelante intenda costituirsi parte civile nel procedimento penale al fine di richiedere il risarcimento del danno a carico dell'autore del reato, sarà necessario rivolgersi ad un avvocato.

A FINE 2019 HO SOTTOSCRITTO UN PRELIMINARE DI ACQUISTO PER UN APPARTAMENTO IN UNA PALAZZINA IN COSTRUZIONE, DATA DI CONSEGNA 30 APRILE 2020. SUCCESSIVAMENTE HO STIPULATO UN PRELIMINARE DI VENDITA DELLA MIA ABITAZIONE CON DATA DI VENDITA SEMPRE PER IL 30 APRILE 2020. CAUSA COVID-19 I LAVORI PER LA CONSEGNA DELLA NUOVA ABITAZIONE SONO SLITTATI AL 7 LUGLIO 2020 (DATA NON ANCORA DEFINITIVA). L'ACQUIRENTE DELLA MIA ABITAZIONE MI "VUOLE IMPORRE" COME DATA DI ROGITO MASSIMO IL 30 GIUGNO 2020 E VORREBBE UN RISARCIMENTO ECONOMICO PER LE SPESE AFFRONTATE (2 MESI IN PIÙ DI AFFITTO MAGAZZINO PER I MOBILI E ALTRI DISAGI). L'ACQUIRENTE NON VUOLE SENTIRE RAGIONI E MI VUOLE "COSTRINGERE" A LASCIARE LIBERO L'APPARTAMENTO PRIMA CHE SIA TERMINATO QUELLO NUOVO. MI BASTEREBBERO 15 GIORNI, HO MOGLIE E DUE FIGLI MINORENNI, MENTRE L'ACQUIRENTE NON HA FIGLI. VORREI SAPERE SE:
- L'ACQUIRENTE DELLA MIA ABITAZIONE HA DIRITTO AD UN RISARCIMENTO DA PARTE MIA.
- L'ACQUIRENTE PUÒ "IMPORMI" UNA DATA DI ROGITO CHE MI CREA PARECCHI PROBLEMI.

Non risulterebbe esserci un collegamento 'contrattuale' espresso tra i due contratti o comunque la data per la vendita del suo immobile non pare condizionata dal perfezionamento dell'acquisto da parte sua dell'appartamento, oggi purtroppo ancora in costruzione. Ciò escluderebbe la possibilità di prorogare da parte sua la data per il rogito dell'immobile che si trova a vendere per il solo ritardo. Trattandosi però di ritardo, per altro di pochi giorni, dovuto ad una causa di forza maggiore quale l'emergenza Covid, che per altro sta determinando ad entrambi pregiudizi avendo modificato le date per la consegna dell'immobile, l'ideale sarebbe riuscire a trovare un compromesso che possa venire incontro ad entrambe le parti, altrimenti non resterà all'acquirente che agire per il risarcimento dei danni con tutte le incognite date dal giustificato motivo che ha portato alla posticipazione del rogito.
(Avv. Barbara Puschiasis)

- MATRIMONIO -
E' MIO DIRITTO PRETENDERE IL RIMBORSO DELLA CAPARRA VERSATA PER LA FORNITURA/ADDOBBO DEI FIORI PER UN EVENTO MATRIMONIALE CHE SI SAREBBE DOVUTO TENERE A GIUGNO, MA COSTRETTI ALLA CANCELLAZIONE PER COVID 19?
Come precisato anche in precedenti quesiti, il Covid-19 può considerarsi un ipotesi di impossibilità sopravvenuta nell'esecuzione dell'opera. Pertanto, in base agli articoli 1256 e 1463 e 1655, lei potrà richiedere il rimborso della caparra versata per la fornitura/addobbo dei fiori.
(Avv. Antonio Rosetta)

- LOCAZIONE-
BUONGIORNO, SONO PROPRIETARIO DI UN LOCALE (BAR) ADESSO DATO IN AFFITTO D'AZIENDA DA TRE ANNI. VOLEVO CHIEDERE SE È GIUSTO PRETENDERE IL PAGAMENTO DELL'AFFITTO APPUNTO ANCHE IN QUESTA SITUAZIONE (VISTO CHE SONO DUE MESI CHE NON LO RICEVO).

Con riguardo alla locazione commerciale, l'emergenza da Covid-19 ha creato molteplici dubbi interpretativi ed il consiglio più immediato è quello di arrivare ad un accordo tra le parti, in quanto l'art. 91, co. 6 bis, del Decreto Cura Italia prevede che il rispetto delle misure di contenimento dell epidemia è sempre valutata ai fini dell'esclusione della responsabilità del debitore (in questo caso in ordine al ritardato pagamento). Si precisa che tale previsione non valga quale esonero assoluto rispetto agli obblighi del conduttore, ma impone al Giudice una valutazione non limitata alla sola verifica del puntuale pagamento. Pertanto, in assenza di una giurisprudenza chiara e consolidata sul tema, si consiglia di:
1. Verificare se nel proprio contratto di locazione vi siano clausole che prevedano la possibilità di sospendere il pagamento del canone in caso di forza maggiore, provvedimenti della pubblica autorità o altre ipotesi che rendano impossibile l'utilizzo dell immobile;
2. Rappresentare al conduttore che è previsto ad alcune condizioni un credito di imposta del 60% per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, il quale è tuttavia condizionato all'effettivo pagamento del canone.
3. Comunicare formalmente al conduttore l'ammontare del mancato pagamento, chiedendo a quest ultimo di concordare un possibile piano di rientro.
(Avv. Antonio Rosetta)

IL BONUS VACANZA: COSA BISOGNA FARE PER PROVARE A RICHIEDERLO?
Il bonus vacanze, che va da un minimo di 150,00 a un massimo di 500,00 a seconda della composizione del nucleo familiare, può essere richiesto solo per soggiorni prenotati in Italia dal primo luglio fino al 31 dicembre 2020 per almeno tre notti trascorse nello stesso hotel, campeggio, villaggio, b&b o casa vacanza. Possono beneficiarne soltanto le famiglie con Isee fino a 40mila euro annui. Si tratta dunque di uno sconto del'80% che può essere riconosciuto solo una volta e che viene applicato dalla struttura turistica al momento del pagamento della vacanza. L'ulteriore 20% invece sarà fruito come detrazione fiscale dall'imposta sul reddito ed il proprietario della struttura potrà poi recuperare lo sconto sotto forma di credito d imposta. Il pagamento ovviamente deve avvenire in un'unica soluzione a fronte dell'emissione della fattura elettronica o di un altro documento nel quale sia indicato il codice fiscale del beneficiario. Attenzione però che, al fine di evitare effetti distorti della norma, il pagamento deve vedere quale beneficiario la struttura, escludendo quindi l'ausilio, l'intervento o l'intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
avv. Barbara Puschiasis

BUONGIORNO, HO SCRITTO ALLA PALESTRA PER RICHIEDERE IL RIMBORSO DEI MESI DI ABBONAMENTO CHE NON HO POTUTO UTILIZZARE A CAUSA DEL COVID-19, MA IL CENTRO SPORTIVO MI HA RISPOSTO CHE MI INVIERÀ UN VOUCHER. PUÒ FARLO?
Il Decreto Rilancio ha confermato all'art. 216 come il COVID-19 costituisca impossibilità sopravvenuta, ma allo stesso tempo ha introdotto la possibilità per il gestore dell'impianto sportivo, entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso ed in alternativa al rimborso, la possibilità di rilasciare un voucher di pari valore utilizzabile senza condizioni presso la stessa struttura entro un anno. Si ricorda a riguardo che la richiesta di rimborso deve avvenire entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Rilancio. Si consiglia quindi di inviare per chi ancora non avesse inviato la richiesta di rimborso di adoperarsi quanto prima.
(Avv. Antonio Rosetta)

HO SOTTOSCRITTO UN PRELIMINARE DI CONTRATTO PRIMA DELLA DICHIARAZIONE DI PANDEMIA CON CAPARRA CONFIRMATORIA PER ACQUISTO IMMOBILE CON PROMESSA DI ROGITO PER IL 30 GIUGNO. ATTUALMENTE SONO IMPOSSIBILITATO AD AVVIARE: TUTTE LE PRATICHE NECESSARIE IN MUNICIPIO, ORA CHIUSO AL PUBBLICO, IL PERMESSO ALLA RISTRUTTURAZIONE NON POSSO AVVIARE LE PRATICHE PER LA RICHIESTA DEL MUTUO NON RIUSCIREI A INIZIARE I LAVORI E COMPLETARLI ENTRO LA DATA IN CUI TERMINEREBBE L'INCENTIVO (AL SISMA BONUS) ULTIMO PUNTO MA IL PIÙ IMPORTANTE È CHE L'AZIENDA PER LA QUALE LAVORO STA EFFETTUANDO DELLE CASSINTEGRAZIONI CON RIDIMENSIONAMENTO DEL NUM. PERSONALE, NULLA CHE MI HA COLPITO DIRETTAMENTE ANCORA PER FORTUNA, MA DI CERTO IL FUTURO E LE PREMESSE DI OGGI NON POSSONO DI CERTO ESSERE QUELLE DEL 5 FEBBRAIO SCORSO.
CHIEDO QUINDI SE:

- IL CONTRATTO PUÒ ESSERE RESCISSO SENZA PENALI CAUSA FAMOSA FORZA MAGGIORE
- RESTITUITA L'INTERA CAPARRA DA PARTE DEI PROMISSARI VENDITORI
- RESTITUITA LA PARCELLA DELL'AGENZIA IMMOBILIARE
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L'ordinamento italiano prevede, all'art. 1467 del codice civile, che nei contratti ad esecuzione differita (in tal caso il preliminare), se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve rendere tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto. L'altra parte, contro la quale è domandata la risoluzione, può evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto. Questa la norma. Se, da un lato, è certamente sostenibile che la situazione di pandemia configuri una causa di forza maggiore, invocabile per la risoluzione del contratto, dall'altro ciò non avviene automaticamente. La parte che ritiene di non poter più adempiere avrà l'onere di comunicarlo alla controparte, con la contestuale richiesta di restituzione di quanto versato a titolo di caparra. Naturalmente potrà accadere che la parte venditrice non sia in tutto o in parte d'accordo e offra, magari, di modificare le condizioni del preliminare, riguardo sia alle scadenze sia anche agli importi. In questo campo molto è lasciato alla libera contrattazione fra le parti, che ben potranno cercare un accordo al fine di sacrificare il meno possibile le esigenze e le aspettative di entrambe. Se ciò non si verificherà, sarà inevitabile l'intervento del giudice, chiamato a decidere in ordine alle pretese di ciascuna delle parti. Non possiamo ovviamente anticipare quale sarebbe la sentenza, ma riteniamo ragionevole e plausibile che, in assenza di colpa per entrambe le parti e in presenza di una causa di forza maggiore difficilmente contestabile, la posizione della parte inadempiente verrebbe giudicata in modo benevolo, magari prevedendo un indennizzo a favore dei mancati venditori, ma non una sanzione economicamente rovinosa per i mancati acquirenti. Meno probabile appare invece la restituzione del compenso percepito dal mediatore, il quale ha esaurito il suo compito con la sottoscrizione del contratto preliminare.

BUONGIORNO, QUEST'ANNO HO PRESO IN AFFITTO UNA SECONDA CASA PER TUTTO L'ANNO. POSSO CHIEDERE UN QUALCHE RIMBORSO?
Seppur sia comprensibile la sua richiesta, in questo caso, l'Emergenza Covid-19 non modifica il contratto. Tuttavia, potrebbe indubbiamente costituire giusta causa di recesso, con rispetto del termine minimo di preavviso concordato tra le parti. Pertanto, prima di recedere, si consiglia di prendere contatti con il locatore per valutare un eventuale accordo di riduzione del canone, da concordare sempre per iscritto.
Avv. Antonio Rosetta

BUONGIORNO, HO DATO UN MANDATO AD UN AGENTE PER AFFITTARE LA SECONDA CASA E L'AGENTE HA GIÀ PRESO UN ACCORDO CON UN CLIENTE. ADESSO PERÒ NON LA VORREI PIÙ AFFITTARE, A COSA VADO INCONTRO?
Per prima cosa si consiglia di controllare il contratto e verificare se si tratti di un accordo concluso o di una semplice proposta di locazione inviata dal conduttore. Nel primo caso, qualora decida di recedere, nei confronti dell agente immobiliare sarà comunque dovuto il compenso concordato, mentre nei confronti del conduttore - che probabilmente avrà dato una caparra confirmatoria - bisognerà restituire il doppio della caparra. Nel secondo caso, come spesso accade, qualora si tratti semplicemente di una proposta fatta dal futuro affittuario, si è liberi di non accettare.
Avv. Antonio Rosetta


- MATRIMONIO -
IO E LA MIA COMPAGNA CI SPOSEREMO COMUNQUE IL 6 GIUGNO COME DA PROGRAMMA, AVREMMO DOVUTO FARE IL RICEVIMENTO IN UNA VILLA PRIVATA, LA PROPRIETARIA, DISPONIBILISSIMA, SI È RESA DISPONIBILE AL CAMBIO DI DATA E ANCHE AL RIMBORSO DELLA CAPARRA IN CASO VOLESSIMO ANNULLARE. IL CATERING INVECE, CI HA PRATICAMENTE IMPOSTO DI DOVER FARE IL RICEVIMENTO ENTRO IL 2020, IN CASO FOSSIMO ANDATI AL 2021 A SUO DIRE POTREMMO PERDERE LA CAPARRA. INOLTRE, NON SI CI HA DATO DISPONIBILITÀ NEI MESI DI GIUGNO, LUGLIO E AGOSTO 2021, NEI QUALI DICE DI ESSERE AL COMPLETO. AL MOMENTO ABBIAMO POSTICIPATO AD AGOSTO PER "ACCONTENTARE" LE SUE RICHIESTE, MA SIAMO POCO CONVINTI CHE CAMBIERÀ QUALCOSA. INOLTRE, SE DOVESSE ESSERCI MALTEMPO LA CAPIENZA MASSIMA DELLA VILLA COINCIDE CON IL NOSTRO NUMERO DI INVITATI, DI CONSEGUENZA NON VERREBBE RISPETTATO IL DISTANZIAMENTO DI SICUREZZA, GLI È STATO FATTO PRESENTE MA LA QUESTIONE È STATA EVITATA. COME MI CONSIGLIATE DI GESTIRE QUESTO TIPO DI COMPORTAMENTO?

Con riguardo al servizio di catering, quale appalto di servizi, il Covid-19 può considerarsi un caso tipico di impossibilità sopravvenuta nell esecuzione dell opera. Pertanto, in base agli articoli 1256, 1463 e 1655 del Codice civile, qualora voi siate costretti a causa delle restrizioni da Covid-19 a rinviare, la società di catering dovrà restituire l acconto. Diverso è il caso in cui concordiate una nuova data in un periodo successivo, dato che in quel caso concorderete una nuova data nella consapevolezza del sussistere del Covid-19 ed in un periodo in cui non è dato conoscere quali saranno le possibili minori (o anche maggiori) restrizioni. Si consiglia quindi in caso di rinvio di farvi assistere nella predisposizione di clausole da inserire nel nuovo accordo che regolino l ipotesi incerta di nuove limitazioni o di maltempo, in modo tale che tali questioni vengano regolate sin da subito al fine di evitare spiacevoli sorprese.
(Avv. Antonio Rosetta)

A GENNAIO HO SOTTOSCRITTO ABBONAMENTO QUADRIMESTRALE ALLA PALESTRA. A PARTIRE DAL 22/02 IN OTTEMPERANZA AL DPCM NON L'HO PIÙ FREQUENTATA. LA PALESTRA RISULTAVA APERTA MA CON LE LIMITAZIONI PREVISTE (SPOGLIATOI AD ACCESSO CONTINGENTATO, NO DOCCIA, ETC.) FINO AL 10/03, DOPODICHÉ CHIUSA. POSSO CHIEDERE IL RIMBORSO PER LE MENSILITÀ NON USUFRUITE?
Con DPCM dell'8 marzo 2020, all'art. 1, lett. s) è stata prevista «la sospensione delle attività di palestre». Disposizione poi estesa a livello nazionale dal DPCM del 9 marzo 2020, art. 1, co. 1.
Pertanto, per causa di forza maggiore derivante da un atto della Pubblica autorità, dal 9 marzo 2020 non avendo potuto usufruire dei servizi oggetto del contratto in abbonamento, lei avrà diritto alla restituzione di quanto corrisposto nel periodo di sospensione delle attività.

MI ERO ISCRITTO A FINE FEBBRAIO 2020 AD UN CORSO DI INGLESE, MAI INIZIATO A CAUSA DEL COVID-19. POSSO CHIEDERE IL RIMBORSO DI QUANTO PAGATO?
Ai sensi dell'art. 1463 cod. civ. se per un verso alla scuola d'inglese non potrà essere imputata alcuna responsabilità, per altro verso, in ragione della sopravvenuta impossibilità da COVID-19, lei avrà diritto alla restituzione di quanto già versato.
Tuttavia, qualora la scuola d'inglese dovesse offrire delle lezioni on line e lei decidesse di accettare allo stesso prezzo, in quel caso si verificherebbe un nuovo accordo in forza del quale si avrà diritto alla prestazione didattica e non più al rimborso.

- MATRIMONIO -
A CAUSA DEL COVID-19 ABBIAMO DOVUTO CANCELLARE IL MATRIMONIO CHE SI DOVEVA TENERE A GIUGNO. HO DIRITTO AL RIMBORSO DELLA CAPARRA PER LA VILLA DOVE DOVEVANO RESTARE A DORMIRE CON GLI INVITATI?
Ai sensi dell'art. 88 bis della legge di conversione del "Cura Italia" (L. n. 24 del 27/04/2020) se da un lato si conferma sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti soggiorno, dall'altro lato è anche riconosciuto alla struttura la possibilità di optare per il rimborso o per il voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione.
Opzione quest'ultima che invece è preclusa al consumatore, il quale in caso di proposta di voucher non potrà pretendere il rimborso.
Molto importate è il termine per richiedere il rimborso di 30 giorni dalla data prevista per il soggiorno.

A CAUSA DEL COVID-19 ABBIAMO DOVUTO CANCELLARE L'EVENTO DI MATRIMONIO CHE SI DOVEVA TENERE A GIUGNO. HO DIRITTO AL RIMBORSO DELLA CAPARRA DEL CATERING?
E' necessario precisare che il Covid-19 può considerarsi un caso tipico di impossibilità sopravvenuta nell'esecuzione dell'opera. Se per il futuro non è difficile immaginare che nei contratti ci sarà una grande attenzione ad ipotesi di questo tipo, ad oggi il Covid-19 costituisce motivo di risoluzione del catering, quale appalto di servizi.
Pertanto, in base agli articoli 1256, 1463 e 1655 del Codice civile, quest'ultimo relativo al principio di rischio d'impresa, la società di catering dovrà restituire l'acconto restituito.

Noi per voi