HO 2 APPARTAMENTI IN 2 COMUNI DIFFERENTI, POSSO USUFRUIRE DEL BONUS FISCALE 110% SU ENTRAMBI? UNO È IN UNA BIFAMILIARE L'ALTRO IN CONDOMINIO
I consumatori il cui bonus scade tra il 1 marzo ed il 31 maggio 2020 possono presentare domanda di rinnovo oltre tale la scadenza. Se quest'ultima verrà presentata entro il 31 luglio 2020, sarà assicurato lo "sconto" in modo continuato e retroattivo a partire dalla data di scadenza originaria. Il rinnovo durerà 12 mesi. Quanto ai requisiti ordinari di ammissione (disagio economico e disagio fisico) e le modalità di presentazione, troverà tutte le informazioni dettagliate sul sito dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti
https://www.arera.it/it/bonus_sociale.htm
Avv. Piera Di Stefano

VORREI SAPERE SE POSSO UTILIZZARE IL BONUS MOBILI ANCHE SE HO IN MANO SOLO IL COMPROMESSO.
Beneficiari del bonus mobili sono i contribuenti che acquistano arredi o elettrodomestici di immobili ristrutturati a far data dal 1.01.19, ammessi al relativo bonus del 50%. Importante e' ricordare, a pena di decadenza dal diritto di fruire dell'incentivo, che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve precedere quella dell acquisto dei mobili o dei grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ ed A per i forni. La detrazione di un importo massimo pari a 10000,00 in 10 rate annuali di pari importo e' ammissibile se l'acquisto dei mobili e degli elettrodomestici e' abbinato ad interventi di ristrutturazione quali:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l immobile;
- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni del condominio
Avv. Barbara Puschiasis

BONUS 110%. DEVO FARE IL CAPPOTTO DI CASA MIA E CAMBIARE GLI INFISSI, PER AVER DIRITTO AL 110% LA FATTURA DEVE ESSERE UNICA? O POSSO AVERE DUE FATTURE UNA PER GLI INFISSI E UNA PER IL CAPPOTTO?
Nessuno impedisce di rivolgersi a più fornitori. Quindi ad esempio un'impresa potrà occuparsi della posa del cappotto esterno, un'altra degli infissi, un'altra ancora dell'impianto fotovoltaico, ecc. Anche i pagamenti potranno essere frazionati nel tempo, è importante però che i lavori si riferiscano ad un'unica pratica edilizia.
(Dott. Fabio Chiesa)

BONUS 110%. VORREI SAPERE SE LA CESSIONE DEL CREDITO DI IMPOSTA, IN CASO DI CONDOMINI, VALE PER TUTTI I CONDÒMINI (OVVIAMENTE SE DELIBERATA A LIVELLO ASSEMBLEARE) O SE SPETTA A CIASCUN CONDOMINO ADERIRE O MENO. NEL PRIMO CASO VALE ANCHE SE UNO DEI CONDOMINI NON FOSSE, O FOSSE SOLO PARZIALMENTE, CAPIENTE COME IMPONIBILE IRPEF?
L'art. 121, comma 7, del d.l. n. 34/2020, in corso di conversione, demanda le modalità di attuative dell'opzione per la cessione del credito ad un Provvedimento del direttore dell'agenzia Entrate di futura emanazione. Ciò premesso, detto Provvedimento dovrebbe prevedere la possibilità, per il condomino, di cedere l'intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l'esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d'imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d'imposta ai fornitori, sempre per la quota a lui imputabile.
(Dott. Fabio Chiesa)

VORREI SAPERE DAI VS ESPERTI SE UNO STABILE DI 10 APPARTAMENTI AFFITTATI, SECONDA CASA DI UN SOLO PROPRIETARIO, È CONSIDERATO CONDOMINIO, QUINDI POSSO ACCEDERE AL BONUS.
L'art. 1117 del codice civile fa riferimento a "proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell'edificio". Ciò premesso dovrà essere chiarito se possa comunque rientrare nella categoria soggettiva dei condomini, l'unico proprietario di più unità immobiliari costituenti un unico edificio con parti comuni. In coerenza con precedenti documenti di prassi (ad esempio Circolare agenzia Entrate n. 7/E/2018) dovrebbe essere infatti precisato che qualora un intero edificio sia posseduto da un unico proprietario e siano comunque in esso rinvenibili parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate, tale soggetto ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni. La locuzione "parti comuni di edificio residenziale" deve essere considerata in senso oggettivo e non soggettivo e va riferita, pertanto, alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori.
(Dott. Fabio Chiesa)

SONO IN ATTESA DEI PROVVEDIMENTI ATTUATIVI PER POTER FINALMENTE EFFICIENTARE LA MIA ABITAZIONE. È STATA DEFINITA LA QUESTIONE DEL CREDITO CEDUTO ALLE BANCHE? A QUANTO SONO RIUSCITA A CAPIRE LE BANCHE NON SAREBBERO INTENZIONATE A FARSENE CARICO. I COSTRUTTORI NON È DETTO CHE POSSANO RECEPIRE IL CREDITO DAL PRIVATO. IL TUTTO È COMPLICATO DAL FATTO CHE SI È PAVENTATA L'IDEA DI ESTENDERE ANCHE ALLE SECONDE CASE. MA SIAMO CERTI CHE SI TRATTI DI UNA MANOVRA PER AIUTARE LE FAMIGLIE E DARE VIGORE AL LAVORO?
Ecobonus al 110% (art. 119, d.l. 34/2020) e cessione del credito/sconto in fattura (art. 121, d.l. 34/2020) rappresentano un fortissimo incentivo per l'edilizia residenziale. Molto del loro successo dipenderà anche dai Provvedimenti attuativi che dovranno essere emanati. Un punto certamente critico è rappresentato dal poco tempo che si avrà a disposizione per programmare e realizzare i lavori (il 31/12/2021 non è poi molto lontano).
(Dott. Fabio Chiesa)

VORREI CAPIRE MEGLIO QUESTO ASPETTO DEL BONUS 110% PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI IMMOBILI: SE HO RAGGIUNTO LA CAPIENZA MASSIMA PER SPESE SOSTENUTE IN PASSATO, POSSO COMUNQUE CEDERE IL CREDITO?
Il quesito non è chiaro, ad ogni buon conto se è stata raggiunta la capienza massima per interventi effettuati in passato, su detti interventi non si avrà diritto ad ulteriori detrazioni e conseguentemente non si avrà ulteriore credito (eventualmente da cedere). In virtù di quanto disposto dall'art. 121, comma 3, del D.l. n. 34/2020, i crediti d'imposta possono essere utilizzati, anche in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
E' opportuno precisare che eventuali interventi di "ristrutturazione" effettuati in anni precedenti non impediscono la fruizione di ulteriori bonus su nuovi lavori (anche se analoghi ai precedenti). In questo caso, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione sui spettante sui nuovi lavori, sarà certamente possibile optare per la cessione del credito.
(Dott. Fabio Chiesa
)

- PRIVACY-
DURANTE LA FASE 1, MI È CAPITATO DI FILMARE CON IL MIO TELEFONINO UN MIO VICINO MENTRE USCIVA DI CASA IN ORARI NOTTURNI. NON HO PUBBLICATO IL VIDEO SU FACEBOOK, PERCHÉ NON HO UN PROFILO, MA SE LO AVESSI AVUTO L'AVREI FATTO. ALCUNI MIEI AMICI, PERÒ, MI HANNO DETTO CHE NON SAREBBE LEGALE. È DAVVERO COSÌ?

Postare video o foto di presunti trasgressori sui social network o condividere gli stessi contenuti in gruppi su whatsapp o altre simili piattaforme di messaggistica istantanea significa esporsi al rischio di essere denunciati per il reato di violazione della privacy. Se poi ci si lascia andare anche a commenti offensivi, il reato che si configura è quello della diffamazione aggravata. Ciò che è consentito fare in casi del genere è avvisare le autorità competenti, che faranno gli opportuni accertamenti e procederanno contro il soggetto o i soggetti in questione solo se vi saranno fondati motivi di ritenere che vi si stata effettivamente una violazione da parte loro.
Avv. Piera Di Stefano

- LOCAZIONE -
BUONGIORNO, QUEST'ANNO HO PRESO IN AFFITTO UNA SECONDA CASA PER TUTTO L'ANNO. POSSO CHIEDERE UN QUALCHE RIMBORSO?
Seppur sia comprensibile la sua richiesta, in questo caso, l'Emergenza Covid-19 non modifica il contratto. Tuttavia, potrebbe indubbiamente costituire giusta causa di recesso, con rispetto del termine minimo di preavviso concordato tra le parti. Pertanto, prima di recedere, si consiglia di prendere contatti con il locatore per valutare un eventuale accordo di riduzione del canone, da concordare sempre per iscritto.
Avv. Antonio Rosetta

HO UN FIGLIO CHE HA 22 ANNI ED È AL TERZO ANNO DI INGEGNERIA AL POLITECNICO DI MILANO. LUI VIVE CON ALTRI 2 COINQUILINI IN UN APPARTAMENTO A MILANO DOVE PAGO REGOLARMENTE L'AFFITTO OGNI MESE. A FINE FEBBRAIO MIO FIGLIO È RIENTRATO A CASA E NON È PIÙ RIENTRATO A MILANO PER LA PANDEMIA. CHIEDO SE POSSO RICHIEDERE AL LOCATARIO IL RIMBORSO OPPURE IL RECUPERO DEI MESI "PERSI" NON DIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONTÀ? 
Qualora si tratti di contratti per studenti universitari ex articolo 5, comma 2, della legge 431/1998, questi contratti potranno avere una durata variabile da sei mesi a tre anni rinnovabili e per uguale periodo.

L'Emergenza Covid-19 in questo caso non modifica il contratto e, tanto meno, può rilevarsi un'eventuale inagibilità o impossibilità assoluta all'utilizzo.  Le possibili soluzioni si legano a:
a)    l'invio di una proposta di rideterminazione del canone che, tuttavia, rimane una proposta e per tale motivo può essere accettata, come anche legittimamente rifiutata.
b)    L'invio tramite raccomandata AR da parte del conduttore della disdetta (con questo termine si intende la comunicazione volta ad impedire il rinnovarsi del contratto), almeno 3 mesi prima della scadenza;
c)     L'invio tramite raccomandata AR da parte del conduttore di recedere per gravi motivi, qualora ad esempio non intenda più rientrare a Milano per evitare il rischio di potenziale contagio (rischio che si confida venga meno quanto prima), rispettando il preavviso riportato nel contratto o comunque con un preavviso di almeno 3 mesi.

Pertanto, non è concesso effettuare riduzioni del canone o sospendere il pagamento e qualora si receda, si resterà obbligati solidalmente sino alla data di effettivo rilascio e preavviso, con la conseguenza che per gli altri due inquilini aumenterà il canone di locazioni sino a quando non troveranno un nuovo inquilino.
Avv. Antonio Rosetta

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