GR12/07/2021

Il meglio di

L'Europa è azzurra: I mancio-boys fanno piangere i Leoni d'Inghilterra a Wembley

It's coming Rome: il calcio, la coppa , il titolo europeo, trovano casa a Roma e si vestono d'azzurro. L'unico rammarico? Che il successo arrivi ai rigori, perché a parte il gol subito a freddo, la finale la dominiamo e diamo lezione di calcio ai Maestri inglesi. Capolavoro di Roberto Mancini, che riscatta la Coppa Campioni persa qui a Wembley con la maglia della Sampdoria, e del suo gruppo, del suo gioco.

Ruggiscono subito, i Leoni, e fanno spavento, e gol. Dopo appena due minuti, Kane imbecca Trippier sulla destra, il cross sul secondo palo trova Shaw, che sorprende Di Lorenzo e infila Donnarumma. Siamo sotto uno a zero, Wembley è una bolgia nella pioggia sempre più fitta. Accusato il colpo, riprendiamo a giocare, ci provano Insigne e Chiesa, l'Inghilterra accorta cerca il contropiede, ma non fa male. Escono Barella e Immobile, ancora nullo, per Cristante e Berardi, guadagniamo metri, e su mischia in angolo ecco Bonucci che infila l'uno a uno dopo che Verratti di testa ha preso il palo. Wembley canta ancora, ma ora per esorcizzare la paura. Il pallone è nostro, sfioriamo il raddoppio con Berardi, fuori di un niente. Ecco i supplementari. Wembley trema, sbuffa, spera, accetta infine che la Coppa si assegni dal dischetto Belotti sbaglia, ma pure Rashford, Donnarumma ipnotizza Sancho, Jorginho fallisce il match point, ma Gigio (eletto miglior giocatore del torneo) strega pure Saka. Siamo campioni d'Europa per la seconda volta dopo il 1968 e il simbolo è Leonardo Spinazzola, che sale sul podio con suo tendine spezzato. L'avevano promesso gli azzurri che avrebbero vinto anche per lui. Anche questa promessa mantenuta, anche questo debito col destino saldato, nella notte magica di Wembley.

Dario Ricci

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