GR30/07/2020

Il meglio di

Bologna e i binari della memoria - di Daniele Biacchessi

Erano le 10,25 del 2 agosto 1980 e Bologna veniva colpita al cuore da un ordigno ad alto potenziale che faceva sgretolare una parte della stazione, il crocevia di tutti i binari possibili. 85 morti e duecento feriti.
Quarant'anni dopo, per quella strage c'è una verità storica e anche giudiziaria.
 I processi con sentenze passate in giudicato e ancora in via di definizione come quello sui mandati indicano con certezza di prove un connubio tra neofascisti (Mambro, Fioravanti, Ciavardini, Cavallini, Bellini), loggia massonica P2 (Gelli e Ortolani), vertici del Sismi (Belmonte, Musumeci, Pazienza), Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno (D'Amato).
In questi giorni e fino al 2 agosto, pur tra i protocolli imposti dall'emergenza sanitaria, Bologna e con lei tutto il Paese ricorda la strage dei bambini che voleva dividere in due il paese, spegnere le luci delle case, far tornare indietro le lancette del tempo.Ma oggi l'orologio della stazione è ancora fermo alle 10,25 e lungo i binari della memoria Bologna non dimentica quella umanità spezzata che quarant'anni fa voleva soltanto.. vivere.
Daniele Biacchessi

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