Gli Speciali di Radio 2418/11/2019

I VIAGGI DI RADIO 24 - Strade (in)sicure - di Andrea Viali e Andrea Ferro

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23 giovani e giovanissimi hanno perso la vita nel mese di ottobre in soli tre fine settimana nelle cosiddette stragi del sabato sera, incidenti in auto dopo serate passate tra amici. Numeri che fanno riflettere. Sulle strade italiane si continua a morire. Secondo Istat e Aci sono state 3334 le vittime negli oltre 172 mila incidenti con lesioni a persone avvenuti nel 2018. Quasi 243mila i feriti. Dati in leggero calo rispetto all'anno precedente ma comunque ancora preoccupanti. E le strade delle nostre città sono le più pericolose. Questa settimana vi portiamo in viaggio per capire cosa è stato fatto e cosa manca per viaggiare sicuri.

Sesta tappa - Smart Road, cioè strada intelligente. Intelligente a tal punto da saper dialogare con i veicoli che la percorrono, mettendoli in comunicazione tra loro inviando messaggi di vario tipo (sul traffico, come sulle condizioni meteo), in grado pure di rilevare il suo stato di salute e quindi avvisare in tempo qualora dovesse manifestare acciacchi tali da pregiudicare la sicurezza. In queste condizioni, evidentemente, la probabilità di un incidente stradale si riduce. E' un futuro in parte già presente. In Italia siamo già avanti. Il progetto Smart Road di Anas infatti è avviato. I primi interventi sono scattati sull'A-2, l'Autostrada del Mediterraneo con l'installazione della fibra ottica. "In prospettiva si abbatterà il numero delle vittime della strada" dice l'ingegner Luigi Carrarini, di Anas.

Quinta tappa - Se ne parla ormai da anni. Ma la riforma del Codice della strada è da tempo ferma in Parlamento. Un intervento legislativo sollecitato da più soggetti per contrastare in modo più efficace gli incidenti stradali anche perché il codice oggi in vigore, datato 1992, è ormai superato dall'evoluzione della mobilità. In tema di sicurezza stradale una delle misure di cui si è più parlato è la sospensione della patente già alla prima violazione per chi viene trovato alla guida mentre usa il cellulare.
Il nuovo codice al momento è fermo in commissione Trasporti alla Camera. A rallentarne l'iter negli ultimi mesi sono stati il cambio di maggioranza e qualche problema di comunicazione tra governo e Parlamento sulle coperture finanziarie di alcune misure. Il testo potrebbe arrivare in aula a gennaio. Ma il presidente della commissione, il leghista Alessandro Morelli, preferisce non sbilanciarsi sui tempi.


Quarta tappa - Ricorderete l'incidente dell'agosto dello scorso anno a Borgo Panigale, nei pressi di Bologna. Un'autocisterna che si schianta sui veicoli in coda, l'esplosione, due vittime, più di cento feriti. Se quell'autocisterna fosse stata immatricolata dopo il novembre 2015 sarebbe scattata la frenata di emergenza automatica e non sarebbe finita così. Da quattro anni infatti tutti i mezzi pesanti che escono dalla catena di montaggio devono montare questo dispositivo insieme a quello che avvisa della deviazione dalla corsia. Insomma per elevare gli standard di sicurezza la tecnologia gioca e giocherà sempre più un ruolo decisivo. Ora anche le auto di nuova immatricolazione dovranno seguire la scia dei mezzi pesanti. La norma dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno. "Sarà garantita maggiore sicurezza a favore in particolare degli utenti vulnerabili, come ciclisti e pedoni" dice Alberto Musso, ingegnere di Anfia, l'associazione nazionale della filiera automobilistica.

Terza tappa - Tra gli incidenti stradali le cosiddette stragi del sabato sera sono quelle che più colpiscono l'opinione pubblica per l'età delle vittime: giovani di ritorno da serate passate tra amici in pub o in discoteca. Un fenomeno tornato alla ribalta ad ottobre, mese nel quale ben 23 giovani hanno perso la vita in soli tre fine settimana. Secondo la Polizia stradale dall'inizio dell'anno sono stati 566 gli incidenti mortali avvenuti nei week end con 620 vittime, 194 delle quali aveva meno di 30 anni. Numeri in aumento rispetto allo stesso periodo del 2018, quando i morti si fermarono a 588. Secondo gli addetti per contrastare questo fenomeno, oltre alle campagne informative, fondamentali sono anche i controlli. Secondo Rosanna Ferranti, primo dirigente della polizia stradale il numeri dei soggetti trovati in stato di attenzione da alcool è in leggero aumento. Per quanto riguarda l'uso di sostanze stupefacenti sono, invece, in arrivo laboratori mobili per effettuare i controlli direttamente su strada senza l'accompagnamento presso strutture sanitarie.



Seconda tappa - Lo stato delle infrastrutture è una causa degli incidenti stradali. Il disastro di Ponte Morandi vale come l'esempio più tragico. Ma in molti casi gli errori di progettazione o i difetti di manutenzione dei nastri d'asfalto diventano una concausa, aumentano la probabilità di un incidente e possono rendere più gravi le conseguenze soprattutto appunto quando sussistono già condizioni di rischio. Non ci sono statitistiche ufficiali che quantificano nel complesso gli incidenti addebitabili allo stato delle infrastrutture. A volte basta una buca, una striscia pedonale non più visibile, la segnaletica verticale mancante. Secondo l'Associazione Nazionale Ciclo, Motociclo e Accessori tra i motociclisti almeno un decesso su 10 è causato da buche o ostacoli lungo la strada. Spesso quindi si tratta di interventi di manutenzione ordinaria mancati, appunto di buche sulle strade. Quelle di Roma sono ormai celeberrime, ma non sono certo solo una prerogativa della capitale. Negli ultimi dieci anni fa è crollato il consumo di bitume, un indice significativo per misurare la manutenzione. Se ne consumavano 40 milioni di tronnellòate all'anno. Oggi si arriva a malapena a 30 milioni. "L'ammaloramento dell'asfalto è un fattore di rischio" dice Michele Turrini, presidente di Siteb, l'associazione delle aziende specializzate nella manutenzione delle strade.

Prima tappa - Sulle strade italiane si continua a morire. Secondo Istat e Aci sono state 3334 le vittime negli oltre 172 mila incidenti con lesioni a persone avvenuti nel 2018. Quasi 243mila i feriti. Dati in leggero calo rispetto all'anno precedente ma comunque ancora preoccupanti. Le strade urbane sono quelle nei quali si registrano più incidenti, seguite da quelle extraurbane e dalle autostrade. Tratti urbani delle autostrade e tangenziali risultano invece quelli a maggiore densità di sinistri. In cima alla classifica c'è il tratto urbano dell'A24 a Roma (con 12,9 incidenti per chilometro). Il venerdì è il giorno della settimana più a rischio, soprattutto tra le 18 e le 20.
"Servono più controlli ma anche campagne informative e più manutenzione delle strade" commenta Giordano Biserni Presidente dell'associazione amici della polizia stradale.

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