Gli Speciali di Radio 2425/12/2020

#Covid-19 Storie di eroi per caso

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Abbiamo cantato dai balconi, abbiamo guardato attoniti sfilare le bare sui carri militari tra le vie di una città ferita, abbiamo consegnato pizze e libri a domicilio, ci siamo messi in fila silenziosi e composti per fare la spesa al supermercato, abbiamo imparato a stare vicini anche a distanza. In questo 2020 siamo stati un po' tutti a modo nostro eroi di vita quotidiana. C'è chi lo è stato più di altri, anche se non l'avrebbe voluto. Medici, infermieri, ricercatori, inventori, commesse, bambini e anziani. Eroi per caso o per necessità. Con i Reportage di Radio24 ripercorriamo insieme storie che raccontano tutti noi e che diventeranno pagine di Storia.

Il gentiluomo e il pugile (di Cristina Carpinelli)
Giuseppe Allegri ex vigile urbano, era un uomo riservato e schivo, Mauro Resmini, ex pugile era un uomo allegro e compagnone. Avevano tanto in comune, pur essendo così diversi. Entrambi avevano deciso di cambiare lavoro, erano diventati tassisti. Entrambi durante il lockdown si sono messi in prima linea per aiutare gli altri. Il loro taxi bianco è diventato luogo di resistenza alla fragilità e al dolore che ha colpito l'Italia intera. Il covid li ha portati via, ma la città di Milano ne celebra la bellezza d'animo con l'ambrogino d'oro.

Gli avengers della provetta (di Rosanna Magnano)
L'esplosione dell'epidemia in Italia ha improvvisamente messo scienza e medicina di fronte a limiti dimenticati ma lo smarrimento iniziale ha presto lasciato il posto alla determinazione di scienziati, medici e ricercatori che hanno da subito lavorato a tempo pieno per trovare una soluzione terapeutica, vaccini efficaci, test diagnostici rapidi e precisi, protocolli di prevenzione adeguati. E' così che da un giorno all'altro i ricercatori italiani – trascurati, poco valorizzati, troppo pochi rispetto agli altri Paesi europei, spesso precari si sono ritrovati a giocare un ruolo nuovo, quello dei supereroi. L'Italia risulta infatti la terza produttrice di pubblicazioni al mondo sul nuovo coronavirus, dopo Cina e Stati Uniti, seguita da Gran Bretagna, Francia, Canada e Germania. In questo reportage seguiamo il filo rosso dell'impegno e della curiosità dei nostri scienziati e proviamo a capire come l'Italia intende fare tesoro di questo patrimonio.

Don Matteo, il ponte di Nembro (di Raffaella Calandra)
C'è stato un tempo in cui era rimasto quasi solo lui a fare da ponte tra i morti e i vivi, in questa cittadina della provincia di Bergamo dove il virus ha colpito più di ogni altro luogo. E lui, don Matteo Cella, parroco di Nembro - unico sacerdote non contagiato – ha creato una rete di relazioni e speranze tra le persone. Cosi, attraverso una crescente mobilitazione, la pandemia ha lasciato agli abitanti di questa cittadina-simbolo non solo una devastante eredità di lutti, ma anche un più "forte senso di comunità e famiglia", dice.


Eroe in terra d'altri (di Valentina Furlanetto)
La vittima numero cento tra i medici che in Italia hanno lottato contro il coronavirus non era nata in Italia ma in Siria. Era la dottoressa Samar Sinjab, medico di famiglia nel veneziano, che si è ammalata di covid in primavera e poco dopo è morta. "Era molto amata dai suoi pazienti" dice il figlio Rafi El Mazloum. Samar Sinjab è solo uno degli operatori sanitari di origine straniera che operano in Italia. Fra loro anche le testimonianze di Hamala Diop, Oss in una Rsa, e Rosa Malgarejo, infermiera.

Nato a Bergamo il 18 marzo (di Anna Migliorati)
Rappresentare la speranza. E' un regalo enorme in una città ferita e insieme un fardello da portare. E' il destino che portano scritto nella loro data di nascita tanti bambini che hanno visto la luce nei mesi più bui della pandemia. Quando cresceranno scopriranno sui libri di Storia la loro data di nascita. Per Bergamo 18 marzo sarà per sempre il giorno delle bare che sfilavano per le strade sui carri militari. Ma nelle stesse ore c'era chi iniziava una nuova vita. Abbiamo contato i morti in questi lunghi mesi. Abbiamo contato meno i nati. Eppure sarà anche questa l'incognita dei prossimi mesi se anche l'Istat ha lanciato l'allarme di un fondato timore di un calo della natalità. Più culle vuote e meno speranza. Ecco perché sono questi già piccoli eroi per caso.

Dimar, la fabbrica del respiro (di Raffaella Calandra)
Soffi d'aria. E' come il suono del vento, quello che arriva dall'interno dei caschi, che aiutano i malati più gravi di covid. Siamo nella "fabbrica del respiro", laddove vengono prodotti i dispositivi usati, per evitare la terapia intensiva. Quando è stata travolta dalla pandemia, l'Italia si è aggrappata a questa eccellenza del distretto biomedicale di Mirandola, la Dimar. "E noi da febbraio abbiamo quintuplicato la produzione, per cercare di aiutare tutti gli ospedali in crisi", racconta il titolare Maurizio Borsari, che ha ancora la voce rotta dalla commozione, quando parla delle richieste disperate di "aria", arrivate da tutta Italia e dell'impossibilità di soddisfarle per intero. "L'intero distretto mirandolese è stato da subito in piena azione, per far fronte al virus", racconta- con numeri e storie-Alberto Nicolini, responsabile del portale distrettobiomedicale.it ed autore dell'instant book "Covid19 Aziende in prima linea".


Librai a domicilio (di Teresa Trillò)
C'è chi, durante il lockdown, ha consegnato i libri in biciletta e chi ha piedi. I proprietari delle piccole librerie indipendenti si sono rimboccati le maniche e hanno così affrontato la crisi nell'anno nero della cultura, macinando chilometri hanno tenuto in vita i piccoli negozi di libri nei centri delle città e nei quartieri più periferici. E nei mesi più bui è nata anche l'idea di creare Bookdealer, la prima piattaforma di e-commerce in Italia che sostiene attivamente le librerie indipendenti.

La musica e l'impegno. Concato racconta Milano (di Marta Cagnola)
Dopo una vita di grande musica, Fabio Concato ha ricevuto l'Ambrogino d'oro, la benemerenza del Comune di Milano. Da sempre legato alla sua città, nel 2020 per primo ha saputo raccontare con le sue note e le sue parole (per una volta in dialetto milanese) la storia delle persone più colpite dal covid: gli anziani.


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