Focus economia17/09/2020

Dove stanno andando le banche centrali

Tassi fermi ai livelli attuali almeno fino al 2023 e acquisti di titoli a ritmi attuali...

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Tassi fermi ai livelli attuali almeno fino al 2023 e acquisti di titoli a ritmi attuali, per un tempo più lungo. La Federal Reserve ieri sera ha annunciato il prolungamento del proprio orientamento espansivo, in seguito all'adozione della nuova strategia (avvenuta a fine agosto) che le impone di raggiungere un obiettivo di inflazione del 2% medio nel tempo. Nelle attuali circostanze questo significa - spiega il comunicato emesso dopo la riunione del Comitato di politica monetaria - che la banca centrale Usa punta ora a un inflazione «moderatamente» superiore al 2% «per qualche tempo».

Nuovi dati consuntivi sul mercato del lavoro
Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo semestre del 2020 sono state 2.302.000. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la contrazione è stata molto forte (-42%) per effetto dell'emergenza legata alla pandemia Covid-19 e delle conseguenti restrizioni (obbligo di chiusura delle attività non essenziali) nonché della più generale caduta della produzione e dei consumi. Lo comunica l'Osservatorio Inps sul precariato. Tale contrazione, particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), risulta progressivamente attenuarsi a maggio (-56%) e a giugno (-40%). Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però particolarmente accentuato per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).

I dati del mercato dell'auto
Sono stati pubblicato questa mattina i dati di Acea, l'associazione dei costruttori europei, per il mercato auto dell'Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) fortemente colpito dagli effetti della pandemia di Coronavirus. Dopo il calo del 39,5% dei primi sei mesi dell anno si sono registrate contrazioni del 3,7% in luglio e del 17,6% in agosto. Vi è quindi qualche segnale di minore negatività legato alla fine del lockdown, ma il quadro resta molto pesante. Il bilancio dei primi otto mesi chiude con una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2019 che si è ridotta, ma è comunque ancora del 32,9% e a ciò si aggiunge che è dovuta a cali in tutti i mercati dell area, nessuno escluso. La caduta è molto pesante anche nei cinque maggiori mercati in cui si concentra il 69,1% delle immatricolazioni dell Europa Occidentale. In questo gruppo di mercati il risultato peggiore lo fa registrare la Spagna (-40,6%), seguita dal Regno Unito (-39,7%), dall'Italia (-38,9%), dalla Francia (-32%) e dalla Germania (-28,8%).

Ospiti: Franco BRUNI, docente economia monetaria internazionale università Bocconi, vice presidente ISPI, Emmanuele MASSAGLI, presidente Adapt, Gian Primo Quagliano, Presidente centro studi PROMOTOR.

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