Focus economia21/11/2022

Cuneo fiscale, pensioni e stretta sul Reddito: cosa c'è nella manovra oggi in Cdm

  • 0

Palazzo Chigi

Oggi alle 20.30 è convocato il Consiglio dei ministri che delibererà sulla prima Manovra finanziaria del governo Meloni con un pacchetto di circa 30 miliardi. Lo slittamento nell'orario del Cdm, che inizialmente era previsto nel pomeriggio, conferma le tensioni più o meno latenti nella maggioranza, alle prese con una Finanziaria che ancor di più rispetto al passato lascia decisamente pochi margini di manovra, visto che due terzi delle risorse della trentina di miliardi messi a disposizione sono destinati a contenere il caro bollette. Stando alle indiscrezioni si va verso il taglio del cuneo rafforzato fino a 3 punti per i redditi bassi, il superamento della legge Fornero con una soluzione "ponte" che vincola quota 41 al paletto dei 62 anni di età, una stretta sul reddito di cittadinanza e, in tema di flat tax, un aumento della soglia fino a 85mila euro per i liberi professionisti. Si discute anche di una misura che prevedrebbe il taglio dell'Iva per latte e pane ma sembra che potrebbe non essere compresa. Ne parliamo con Gianni Trovati de Il Sole 24 Ore.

A che punto è l'approvvigionamento di gas per fare a meno della Russia
Il nuovo governo, nel solco del precedente, sta cercando vie alternative al gas russo. Una delle strade per ridurre la dipendenza dall'estero è far crescere la produzione nazionale che lo scorso anno è stata intorno ai 3,3 miliardi di metri cubi di gas naturale a fronte dei 17 che si estraevano nel 2000. A tal proposito il Governo ha tolto due vincoli: ha cancellato il bando totale a due dei molti giacimenti del golfo di Venezia e dell'Alto Adriatico, bloccati per legge da più 30 anni per paura che estrarre il metano dalle profondità dell'Adriatico possa avere effetti anche sull'equilibro di Venezia. Potrebbero essere estratti con la consueta gradualità mineraria, ovviamente; circa 700 milioni di metri cubi l'anno. Inoltre il decreto Aiuti quater potrebbe liberare i giacimenti in tutta Italia alla distanza superiore di 9 miglia dalla costa (16,6 chilometri), invece delle 12 miglia (22,2 chilometri) che costituiscono il limite delle acque territoriali e del divieto alle perforazioni. Intanto oggi il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sul reperimento energetico ha dichiarato che "le preoccupazioni sono forti, non tanto per questo inverno che dovremmo riuscire a superare ma sicuramente per il 2023". E, in attesa di novità che latitano da Bruxelles, ha annunciato che nel Cdm di stasera proporrà "una forma di proposta di price cap nazionale che riguarda il sistema delle rinnovabili". Approfondiamo il tema con Jacopo Giliberto, de Il Sole 24 Ore.

Da non perdere

Noi per voi